Contenuti per adulti
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Dove sono finiti tutti i morti che un tempo eclissavano la valle con la loro assenza?
Dove siete, spiriti della terra, nubi sui campi elisi, scirocchi?
Che posto è questo?
Mi sembra familiare, eppure sfugge ai miei ricordi.
Sto nascendo in questo distacco?
Sono mai stato vivo?
Questa melma è nuova o ci ho già galleggiato dentro?
Com’è ostile il mondo da queste parti; i fiori mi snobbano e le celle per i gabbiani e gli altri esseri del cielo sono gremite di piccoli, ossuti scheletri.
C’è una civetta nella mia testa: depone un uovo e vola tra i pipistrelli a far scorte di ghiande e piccoli rettili.
In lontananza si ode un canto di malanno; io sono immobilizzato, ma esso trapassa le mie resistenze e si deposita sull’uovo che si sta schiudendo.
Hai visto? - mi chiede una voce - c’è una viperetta in quest’uovo! A breve morirà, ma il suo veleno diventerà il tuo sangue e inizierai a mordere solo per necessità.
Poi arriverà l’autunno, e come la salicornia appassirai esalando aromi sapidi, fino a ritrovare i tuoi cari giù nella valle.
Sarà come una ventata di gesso tra i capelli.
La sera è arrivata e il tuo volto si tinge della sua carnagione.
Aveva ragione il poeta: “Non è nuovo morire in questa vita, ma vivere non è neppure nuovo”.
Inizio a strisciare tra l’erba alta e l’indifferenza delle stagioni.