Mater

scritto da Annabelle
Scritto 3 mesi fa • Pubblicato 5 ore fa • Revisionato 5 ore fa
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Autore del testo Annabelle

Testo: Mater
di Annabelle

Nel sogno eterno, dove volti regnano,
una figura si erge.
Ha una veste nera, come la notte stessa
e la mente, non riflette più la luce.
Mater, mi sussurra verbi, come un canto di dolore, mentre un grido echeggia, tra le tombe e le croci.
Una figura si avvicina, con passi lenti e pesanti.
L'ombra:
La stanza del dolore, senza la stanza dell'oblio.
Il suo sguardo, come un abisso, inghiotte la mia anima, mentre la luna è coperta, da nubi nere e dense
e il silenzio è rotto, da un pianto lontano.

"Mater".
ripeto con la stessa voce, come un'eco infinito.

E sento il mio cuore, che si spezza.
La figura si ferma e il suo sguardo si posa su di me.

"Non dimenticare, di non lasciare andare".
Sussurra l'ombra.

Lì, entro nella stanza dell'odio, o forse, della buona memoria.
Mater mi risponde, che rischio di restare nella stanza del dolore.
E io vedo il mio destino, scritto nei suoi occhi.

"Mater".
Sussurro con un filo di voce.

"Non posso e non voglio dimenticare, la lama che striscia sui polsi, la bugia con l'abito migliore, la nuvola nera che avvolge il pensiero".

La stanza dell'oblio, ha le pareti verdi, rami che sembrano mani, che puntano il soffitto.

"Se lasci andare il dolore, potrai uscire dalla stanza nera".
Ripete ancora Mater.

L'ombra sorride, apre la porta che la mia anima ha scelto.

"Mater".
Dico ancora piano.
"Non si può e non si deve dimenticare tutto.
È come permettere al sole, di allungare un raggio,su una nuvola folle.
Se è folle, nessun raggio potrà illuminarla"

E la notte si chiude, come un sarcofago, su di me.

Mater testo di Annabelle
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