Ho sognato di essere chiuso in una stanza, all'ultimo piano di un grigio e alto palazzo.
La stanza era priva di porte, non c'era nulla, solo un divano grigio, vecchio e consunto, e 4 finestre, tutte uguali, che si aprivano sui muri anneriti. I muri e il divano non portavano i segni del tempo, il loro grigiore era strano, come una nebbia che si fosse loro incollata sopra. Non erano vecchi, antichi... erano semplicemente grigio. Un grigio inspiegabile, che non stuzzicava la curiosità come il ''grigio temporale'' ma la opprimeva e la annebbiava a dismisura.
Ero sul divano, mi tormentavo nella noia, la mia mente vagava ma i suoi pensiero erano senza capo ne coda, ogni pensiero ne attirava un altro... ma alla fine i pensieri erano sempre gli stessi, rimuginati all'infinito.
La noia ottenebrava la mia mente come una droga spiacevole, come un parassita che ogni volta che viene estirpato ricresce più forte. Era una noia senza fine. Controllavo bene il flusso dei miei pensieri, non sopraggiungevano all'improvviso, ma ciò non era sufficiente... era come essere in una gabbia, comoda, grigia, e possederne le chiavi ma esserne incapace di usarle.
La noia mi rendeva inerte, pigro, e qualsiasi attività avessi compiuto non sarebbe servita... tanto il risultato sarebbe stato sempre lo stesso: Mi sarei ricoricato sul divano e avrei cominciato sempre gli stessi pensieri.
Uscire dalla stanza era impossibile, scappare dalle finestre impossibile... tutto ciò che si poteva fare era guardare fuori.
Dai vetri opachi delle finestre, così moderne eppure così tetre, ho intravisto la città sotto di me.
La verità era sotto i miei occhi.
Non aveva importanza che non ci fossero porte, là fuori non esisteva alcuna via di fuga.
La città era un cumulo di grigiore; numerosi edifici uguali circondavano il mio palazzo. era giorno ma la luce era come priva di colore, come se stessi guardando in bianco e nero (era forse daltonismo?). Il sole era bianco, così come il cielo. Milioni di persone si muovevano come formiche in quel mare di nebbia.
La cosa più curiosa è che sembrava che tutte quante sapessero cosa fare, perchè stavano lì, ciò che era giusto fare e ciò che non lo era... Loro non si rendevano conto di quello squallore, io da lassù le vedevo, tutte diverse, eterogenee all'esterno ma in realtà tutte che si comportavano allo stesso modo.
Alcune vendevano e compravano, sempre le stesse cose, altre parlavano, sempre delle stesse cose... Eppure non sembravano annoiarsi, sorridevano, erano felici, era come se vedessero la luce del sole più bella di come la vedevo io.
Ma io ero più in alto di loro, ero in prigione ma ero sicuro, vedevo la verità meglio di loro.
La luce che essi vedevano era solo un'apparenza...
Non c'era felicità nella loro vita così come non c'era colore nella luce dei loro occhi. Tutti credevano di essere liberi ma nessuno lo era in realtà. Tutti credevano fermamente nei loro pensieri, erano convinti di una qualche (chissà quale) verità. Tutti pensavano a loro modo di poter decidere, di far quello che volevano...
Un'alta cosa mi colpì. C'era un enorme edificio scuro... esso era forse la componente di quell'inferno cittadino che più opprimeva il mio cuore e la mia mente. Quando tornavo a coricarmi sul divano conservavo ancora la sua immagine nella mente e cercavo di scacciarla.
C'erano delle parole scritte sul frontone. Una lista infinita, impossibile da leggere tutta per quanto ci si sforzasse. Alcune parole erano scritte a caratteri cubitali, dentro dei cerchi, e da essi si dipartivano un numero infinite di linee rette e curve, in ogni direzione... ogni curva portava ad un altra parola e così ogni retta. Da queste parole di secondo ordine si dipartivano poi altre linee e così via all'infinito.
Le Grandi parole, che tutti sembravano ignorare ma io sapevo essere la chiave per comprendere di quello squallore, anche se comprendere quello schema mostruoso era impossibile e forse la risposta era proprio la mancanza di una risposta, assomigliavano alle seguenti:
Convenzione, Burocrazia, Religione (stava sbiadendo), Denaro, Vacanza, Automobile, Scuola, Lavoro (bella grossa), Responsabilità, Famiglia, Legge, Scienza, Demogravia, Medicina, Moda, Felicità, ecc...
Penso che ci fosse scritto un'intero dizionario.
Ma ero certo che li sopra le uniche parole che non c'erano certamente scritte fossero Serenità, Libertà, Vita,..
Il sogno oscuro testo di la morte