Sono Avvizzito...

scritto da Marcel Brendy
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo Marcel Brendy

Testo: Sono Avvizzito...
di Marcel Brendy

Sono avvizzito. Lo avevo
previsto. Ebbene si, è accaduto. E’ ferro vecchio
anche la mia tristezza: alla fine è
accaduto. Non è poi così male. Ma
mi riconosco
a stento, e questo non mi piace.
Nella tua ultima lettera mi ricordi che ho
vent’anni, ora versi il tuo the
nella tazza piena
poesia, quella bianca
di tua madre

sbeccata - il righino
azzurro,lo versi come ogni volta, tenendo il
coperchio della teiera con
la mano, fino
all’ultima goccia.
Io ti correggo, scrivo: alla fine
è accaduto -

Mi hai conciato con
la striglia di ferro delle tue parole, e
non ho
scritto un solo idillio
che valesse
il nostro povero bando
dalle cose. Eppure la notte la tua anima
è un fiume. - Zucchero
- Povero

me! Fino a ieri non
credevo che un cuore potesse parlare.Una
spina,adesso. Prima di imbarcarmi.
Questa
nave non ti
somiglia – no, non
si tratta di amore. O di amore invece,
ma laverò il vetro tondo e
il sole

si accecherà ardendo sulle
mie mani megere, rivedrò le tue, o impervia, che
vesti la mia anima di aneddoti di
mondo – strana fisionomia –
è questo il mio volto? e la
voglia di variare
senza invertire il flusso del sangue. Ma la gioia
del tempoche la rete non cattura
è storta
senza eccezione
- asse e briciola - ruota
dentata per ruota dentata. Di questi
tempi anche essere felici è un
dato fatturabile.

Amore fischio di treno
che canzoni il mio cuore sotto il
mantello d’attore, non sai che la
mia anima è passata
attraverso porte che
non vedi. Dov’è il bello? Ognuno tiri le somme per
conto suo. Quando Li Po sentì che
i suoi giorni
erano una coda di volpe - cerchi segnati nel tronco
del nespolo - ripose in un cassetto la pietra
dell'inchiostro: non c’era
nulla, in fin dei conti,
da raggiungere
nella vita.


Sono Avvizzito... testo di Marcel Brendy
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