Sono avvizzito. Lo avevo previsto. Ebbene si, è accaduto. E’ ferro vecchio anche la mia tristezza: alla fine è accaduto. Non è poi così male. Ma mi riconosco a stento, e questo non mi piace. Nella tua ultima lettera mi ricordi che ho vent’anni, ora versi il tuo the nella tazza piena poesia, quella bianca di tua madre
sbeccata - il righino azzurro,lo versi come ogni volta, tenendo il coperchio della teiera con la mano, fino all’ultima goccia. Io ti correggo, scrivo: alla fine è accaduto -
Mi hai conciato con la striglia di ferro delle tue parole, e non ho scritto un solo idillio che valesse il nostro povero bando dalle cose. Eppure la notte la tua anima è un fiume. - Zucchero - Povero
me! Fino a ieri non credevo che un cuore potesse parlare.Una spina,adesso. Prima di imbarcarmi. Questa nave non ti somiglia – no, non si tratta di amore. O di amore invece, ma laverò il vetro tondo e il sole
si accecherà ardendo sulle mie mani megere, rivedrò le tue, o impervia, che vesti la mia anima di aneddoti di mondo – strana fisionomia – è questo il mio volto? e la voglia di variare senza invertire il flusso del sangue. Ma la gioia del tempoche la rete non cattura è storta senza eccezione - asse e briciola - ruota dentata per ruota dentata. Di questi tempi anche essere felici è un dato fatturabile.
Amore fischio di treno che canzoni il mio cuore sotto il mantello d’attore, non sai che la mia anima è passata attraverso porte che non vedi. Dov’è il bello? Ognuno tiri le somme per conto suo. Quando Li Po sentì che i suoi giorni erano una coda di volpe - cerchi segnati nel tronco del nespolo - ripose in un cassetto la pietra dell'inchiostro: non c’era nulla, in fin dei conti, da raggiungere nella vita.
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