Solo per Vivi

scritto da Luca C_Max
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Autore del testo Luca C_Max
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“A casa. Parcheggio a fatica in garage, o la macchina si ingrandisce, o il garage si restringe o semplicemente ho bevuto troppo. Alla quarta ipotesi non voglio pensare"
- Nota dell'autore Luca C_Max

Testo: Solo per Vivi
di Luca C_Max

SOLO PER VIVI
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Di una cosa sono ormai certo, che ad un funerale la temperatura percepita è di parecchi gradi inferiore a quella effettiva.
E di funerali ne ho visti, purtroppo per me ne ho visti molti; a ripensarci bene, purtroppo per loro. Io sono ancora qui, in effetti, infreddolito, mani in tasca e collo insaccato dentro il bavero, ma sono ancora qui. Ed è giugno, da non credere.

E poi ho lei vicino a me, lei con quel cappellino di pelliccetta che fa molto Audrey Hepburn, solo che lei è decisamente più bella, mia moglie intendo, non la Hepburn.

Lisa è accanto a me, ho una parte del corpo più calda, sento il suo tepore sotto il pesante giaccone, vorrei mi girasse intorno senza fermarsi, perché proprio non sopporto il freddo, lo odio, per la verità, e amo lei. Lisa mi scalda non solo il corpo quando mi è vicina, Lisa mi fa scottare il cuore e chiudere lo stomaco. Mi guardo intorno, visi tristi, lacrime che ancora scendono, gente che scuote la testa come a dire “Era con noi fino a due giorni fa, per la miseria…”, e pensare che con lui ci eravamo iscritti al torneo di doppio di tennis, eravamo pronti a grasse risate, e battere tutti, come sempre.

Mi guardo intorno, vedo e penso questo, e sono ancora capace di convincermi a credere alle mie bugie, insomma sarà il freddo, sarà la voglia di caldo, sarà che lei mi si struscia vicino, non me ne frega quasi una beata minchia di stare qui, voglio correre a casa e buttarmi sul letto con lei. Questo voglio, perché ora non mi scotta solo il cuore, ma sento fuoco ovunque. Quanto si può amare una donna senza essere patetici nei confronti del mondo? Mi giro verso di lei:
“Lisa, senti…” Sgrana gli occhi e mi zittisce solo con il pensiero.

“Lo so ti vedo, ho freddo anche io e caldo anche io, sai di che parlo, e voglio aprire quel Sassicaia che aspetta da troppo tempo”
Salutiamo, ci congediamo, frasi di rito, brividi come a scrollarci da dosso il pensiero della morte, scrollarci quell’anomalo freddo insopportabile, promesse di vederci quanto prima e cercare di frequentarci più spesso, e bla bla bla. Vorrei urlare a tutti “Ohhhh !!! Fate onore alla vita! Noi stiamo sopra e lui sotto, e ora io vado a scopare. Io faccio roba da vivi!!”

Lisa mi guarda e sorride, ha sentito i miei pensieri, mi carezza l’orecchio con la lingua e pizzica forte il fianco: “Sei bello, bello che ti si legge la vita addosso, e ti si sente tutto”. Mi ha dato del bell’uomo ma pessimo. Forse più che pessimo, direi irriverente.

Prima di salire in macchina saluto Ramona, la neo-vedova, un forte abbraccio e scambio di profumi, so che lei non se ne è mai fatta una ragione, ho scelto Lisa, ed è una scelta che rifarei anche ora, domani, e in un altro pianeta. Mi guarda e gli guardo le tette, ci abbiamo giocato una volta, una volta sola, i rimorsi neanche ci sono, come dice Ramona, qualunque cosa, fratto tempo, tende a dilavarsi.

Anche quel poco di corna che ancora ci fanno da collante.

Con Lisa non è così, pare che il tempo serva solo ad amplificare la voglia di condividere, di scoprire e di scopare. Ci infiliamo in macchina, aumenta la voglia di fare cose, penso distrattamente se la morte di uno, porti inevitabilmente una carica aggiuntiva di vita ad un altro, Forse i funerali mi fanno bene. Metto il riscaldamento al massimo, ci avviamo verso casa, odio la gente che mi strombazza con il clacson, adoro inveirgli contro sorridendo, piantare medi e sperare che si schiantino al primo palo. Lisa mi guarda e sente di nuovo i miei pensieri, scuote la testa e si accende una sigaretta. Cazzo non smette, le ho provate tutte, le ha provate tutte, ma il suo mezzo pacchetto se lo spara sempre con eleganza, e poi che dire, mi fa sesso quando fuma.

Quanto si può amare una donna senza essere patetici nei confronti della donna stessa? Lisa spegne la sigaretta cercando di non fare cenere in giro, sa che sono fissato con la pulizia dentro la macchina, leva il cappellino e mi guarda sistemandosi i capelli: “Non dovendo dimostrare nulla a nessuno, non dovendo in particolare modo dovere dare giustificazioni a nessuno, chissenefrega. Mi spiego?”

“Cazzo se ti spieghi Lisa, mi hai risposto a voce alta ad una domanda che ho posto a pensieri bassi”, qui rasentiamo il soprannaturale. Mi poggia la mano tra le gambe, la sento fredda, stringo le gambe come fossi elementi di un termosifone, lei scrolla le spalle e mi dice: “Mi sa che del Sassicaia non me ne frega niente, mi è presa una gran voglia di gamberoni arrosto, ma di tanti gamberoni, e quel Grillo che abbiamo bevuto tempo fa… Chiamo Arturo e prenoto?”

“Certo Tesoro, dopo un funerale mi pare quanto di più azzeccato, spero solo che non mi passi sta voglia che ho addosso…”: “Sì sì, chiama che andiamo subito”

Un trionfo di pranzo, Arturo si è fatto perdonare il conto decisamente salato, specie quando mi ha spiegato che le bottiglie di Grillo erano due, e quelli della seconda portata erano scampi e non gamberoni, e i gamberoni della prima portata non erano quelli argentini dozzinali ma quelli rossi di Mazzara Del Vallo…, Lisa non si tiene con i crostacei, e non è un difetto. Arturo ci saluta calorosamente e mi chiede se è il caso che mi metta in macchina, mi vede un po’ instabile e allegrotto, gli dico che è tutto sotto controllo e voglio correre a casa che oggi insomma… strizzatina d’occhio e lui capisce. Ci saluta e sorride.

Roba da Vivi – Solo per Vivi

A casa. Parcheggio a fatica in garage, o la macchina si ingrandisce, o il garage si restringe o semplicemente ho bevuto troppo. Alla quarta ipotesi non voglio pensare. Non ci voglio pensare.

Ci mette un po’ nel bagno, fa le sue cose, dopo anni di matrimonio non sono mai riuscito a godermi quei momenti, tanto pudica in bagno quanto disinvolta a letto, e al letto mancava poco, eravamo ancora felicemente bevuti e stranamente felici, o forse solo diversamente tristi. Lui era appena stato seppellito e io non avevo un compagno di doppio.

Doppia l’abbiamo fatta a letto, un trionfo di sudore e profumi, di voglia di vivere e di averla accanto per una vita ancora.

“Un caffè Lisa?”
“Lisa?”

Si gira e si mette una mano sul petto: “Amore chiama Francesca, non mi sento bene”.

Ci risiamo.

Francesca, nostra figlia, arriva in un attimo.
Guarda in giro e capisce, si incazza perché Lisa non ha preso le medicine per il cuore e sente odore di fumo, le prova la pressione e chiama la guardia medica per sicurezza. Non ha sentito solo odore di fumo, ovvio.

“Papà, hai ottantotto anni tu e quasi ottantacinque lei, quando la finite di fare i ragazzini, per la miseria?” Incazzatissima nostra figlia, incazzata e spaventata.
La guardo e sorrido, penso che appena Lisa si riprende magari ne facciamo un’altra...

Dio quanto sei bella Francesca, la figlia perfetta, sei più bella anche tu di Audrey Hepburn: “Francesca, era solo un bel pranzetto e due salti sul letto amore, solo questo, solo cose per Vivi.”


Fine

Solo per Vivi testo di Luca C_Max
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