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Sono tornata.
Anzi, devo dire, torno spesso a fare la spesa, perché sono una mangiona.
E in questo posto, dove la prima volta ho comprato di tutto e di più, ho assaggiato e ho capito cosa prendere e cosa lasciare.
Alcune prelibatezze non le posso proprio comprare, perché sono troppo costose.
Altre non le prendo perché faccio fatica a digerirle.
Passeggiando, noto con piacere che ci sono anche banchi nuovi.
E meno male.
E quindi parto nel mio solito giro, cercando di essere più attenta.
I soldi sono sempre pochi e il carrello lo devo riempire.
Tra i banchi ci sei tu, nascosto dietro un nome che non ti appartiene, con quel tuo modo alto di scrivere e quella durezza che ti porti dentro.
Ti guardo e mi viene voglia di darti due schiaffi e dirti: ridi un po’.
Mi piacerebbe vedere il tuo sorriso, chissà com’è.
Poi ci sei tu, che mi leggi davvero, fino in fondo.
E lì capisco che mi stai guardando davvero.
E' per questo che ti sposerò.
E poi ci sei tu, c’eri anche l’altra volta, posata lì sul tavolo a guardarmi.
E adesso non riesco più a fare a meno di te.
Infine ci sei tu, che spari cazzate tutto il giorno e la cosa grave è che io ti credo.
In mezzo a tutto questo riesci pure a farmi sentire unica.
Mi fermo e vedo che ci sono altri banchi.
E in mezzo una ragazza che non scordo.
A un mio commento me ne ha restituito uno ancora più potente.
E' stato come se tutta la bancarella mi fosse caduta addosso.
Mi ha paralizzato.
Non so nemmeno se davvero lo meritassi.
E così torno a casa, con tutto quello che mi sono portata via.
Di nuovo il rituale di aprire tutti i miei pacchetti.
E anche stavolta trovo di tutto.
E per una volta non voglio mettere via niente.
Voglio stare seduta, ferma, a guardare.