Elogio della nostalgia

scritto da Gallerani Gianluca
Scritto 11 giorni fa • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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Autore del testo Gallerani Gianluca

Testo: Elogio della nostalgia
di Gallerani Gianluca

Stavo vivendo la seconda metà degli anni Novanta. Ero un giovane ragazzo che, più che prendere voti alti al liceo, pensava a giocare con le carte Magic.

In camera mia, appena terminati i compiti, preparavo subito un mazzo. Era un’età serena, spensierata. In quel periodo giocavo dappertutto. Di pomeriggio a casa degli amici. Alle feste di compleanno. Sopra ogni tavolo come sul pavimento, o anche sui letti durante le gite scolastiche, subito prima di coricarmi. Talvolta pure in tenda, quando durante l’estate andavo al campeggio con gli scout. E giocavo perfino sui banchi di scuola, in quei dieci minuti di ricreazione, spesso sacrificando la merenda, limitandomi a sorseggiare un fruttino tra una pescata e l’altra, o sotto gli sguardi interrogativi del professore di latino.

Ricordo molto bene la mia mossa generalmente più efficace, ossia quando grazie a Rito Oscuro calavo lo Spettro Ipnotico già al primo turno. Lo seguivano la Fabbrica di Mishra, poi lanciavo il Fulmine, e dopo aver accumulato abbastanza Terre infliggevo tanti danni con un’enorme Palla di Fuoco.

Ogni mese di quegli anni così gioiosi, costellati di sogni e di ingenue speranze, era scandito da queste entusiasmanti partite; e in tutti i momenti più significativi, queste carte collezionabili erano presenti.

Era pure eccitante cercarle, quelle carte che tanto mi servivano, o scambiarle coi miei compagni di classe. Aprire le Bustine, pellegrinare da un negozio all’altro di Bologna, per reperire a fatica quelle più forti o più rare.

Certo, successivamente ne arrivarono di ancora migliori. Nell’espansione Mirage uscì lo Sterminatore di Phyrexia, in Esodo il Giuramento dei Druidi e la Legge del più Forte, solo per citarne alcune. In particolare, le espansioni del Blocco di Urza potenziarono notevolmente il livello del gioco. Tuttavia, fino alla cesura dell’anno 2003, il mio rapporto con le carte non cambiava. Esse rimanevano la mia più intensa, fervida passione.

Cosa seguì dopo, non è importante che lo scriva. Alla fine, io finii per diventare adulto, e la vita risucchiò cinicamente molte delle mie illusioni giovanili. Oh no, tranquilli, non le ha mica cancellate tutte. Perché il ricordo delle cose belle comunque permane.

La seconda metà degli anni Novanta… Ci ripenso ancora sovente. Ci ripenso con estrema gratitudine.

Oggi il futuro non mi appartiene più, e l’unico pilastro su cui si regge il mio presente è il mio passato. In fondo, in cosa consiste la felicità, se non nel rivivere eternamente i momenti che abbiamo più amato, o riviverne di molto simili?

Lasciatemi elogiare la nostalgia, e giocare di nuovo, anche se meno spesso, con quelle stesse carte. Perché oggi mi riconosco tuttora in quel ragazzo che sono stato. Forse mi riconosco in quelle vivide emozioni, le quali han contribuito a formarmi come persona. Come mi riconosco ancora nello Spettro Ipnotico e nella Palla di Fuoco.

Elogio della nostalgia testo di Gallerani Gianluca
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