Sabato Pomeriggio

scritto da nickmolise
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Testo: Sabato Pomeriggio
di nickmolise

Pomeriggi afosi d'estate nei continui saliscendi da casa mia a quella di mia adorata nonna Anna, la trovavo sdraiata nella sua immancabile sdraio sull'uscio di casa, salendo le scale alcune volte le intravedevo il solo braccio destro esteso all'indietro con una sigaretta tra le dita, non era una fumatrice ma aveva intrapreso questa usanza per combattere il sovrappeso, diceva. Era sempre sorridente, una donna gioviale, una vicina di casa di mia nonna il quale condivideva lo stesso pianerottolo, un ballatoio interno circolare tipico delle case anni trenta, dove ancora in quegli anni "70 si tenevano le porte aperte al vicinato ma sempre chiedendo permesso per entrare e si scambiavano ora il sale, ora lo zucchero o il caffè e si condivideva la vita nella sua quotidianità, e gli affetti più cari, erano le borgate di una volta. "Sabato pian piano se ne va..." cantava la radio in quel 1975 Baglioni e ogni tanto, la Signora Concetta canticchiava davanti l'uscio di casa con la finestra aperta e lei all'interno dell'enorme scala a refrigerarsi le sue generose forme tra un sorriso e un bicchiere d'acqua con lo zammu' (anice), come quando mi invitava accaldato com'ero a berne un bel bicchierone (" Curò (cuore) lo vuoi un bel bicchiere di acqua e zammù?") e di fronte a lei la foto del proprio adorato figlio morto qualche anno prima in un incidente con la moto. Era sempre sorridente malgrado il cuore le sanguinasse. "Sabato pian piano se ne va, passerotto ma che senso ha" ...... Questo e altro ancora che ho vissuto mi ha fatto capire nel tempo che il "non senso" che alberga nel vivere delle persone, è la vera spinta che fa andare avanti malgrado tutto.
Sabato Pomeriggio testo di nickmolise
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