Opere pubbliche brutte per difettoso tracciamento

scritto da autentico Marcello
Scritto 10 giorni fa • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
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Viene messa in luce la presenza di opere pubbliche difettose a causa di un cattivo tracciamento quando non è addirittura sempre assente
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Testo: Opere pubbliche brutte per difettoso tracciamento
di autentico Marcello

OPERE PUBBLICHE BRUTTE PER IL DIFETTOSO TRACCIAMENTO


Nella mia lunga esperienza professionale, dedicata in gran parte alla cura rigorosa delle infrastrutture, ho maturato una profonda consapevolezza: la prima e più importante precauzione per garantire che un’opera artificiale sia esteticamente gradevole risiede nell'accuratezza del suo tracciamento originario. Purtroppo, oggi assistiamo sempre più spesso alla realizzazione di manufatti urbani – e in particolare dei marciapiedi cittadini – eseguiti in modo palesemente approssimativo, quasi "a casaccio".

Tracciare un’opera significa fornire al costruttore sul posto, e prima dell’inizio delle attività di cantiere, tutti gli elementi fisici necessari a comprendere l'esatta conformazione geometrica che il manufatto dovrà assumere a lavori ultimati. Questa operazione diventa ancora più imperativa quando si tratta di infrastrutture di notevoli dimensioni o di spiccata rilevanza funzionale. Il costruttore deve essere messo nelle condizioni di tradurre in pratica, in modo fedele e senza interpretazioni arbitrarie, ciò che è stato rigorosamente definito in sede di progetto.

L'importanza visiva e funzionale del dettaglio

Il compito del tracciamento richiede indicazioni precise e diversificate. Alcune di queste hanno lo scopo fondamentale di preservare la bellezza visiva e la perfetta funzionalità dell’opera finita, e si concretizzano nella posa in sito di elementi fissi come picchetti, chiodi, capisaldi e linee contrassegnate con vernici indelebili. Troppo spesso questa fase viene considerata un dettaglio trascurabile, tanto da essere talvolta completamente omessa. Al contrario, l'aspetto estetico esteriore – che rappresenta la parte più visibile, sebbene non l'unica – è strettamente dipendente dalla precisione di questi piccoli riferimenti geometrici di partenza.

In realtà, l’importanza prevalente del tracciato risiede nella necessità strutturale e funzionale dell’opera. Sia che il manufatto operi singolarmente, sia che collabori all'interno di un sistema complesso di infrastrutture, esso deve rispondere perfettamente allo scopo per cui è stato progettato. In questo senso, l'accuratezza geometrica ne garantisce l'efficacia nel tempo.

Un esempio emblematico: la diga del Vajont Un caso straordinario di rigore geometrico e statico è offerto dalle grandi dighe ad arco cupola. In occasione del noto disastro del Vajont, la diga in sé diede prova di una resistenza eccezionale, sopportando sollecitazioni statiche e dinamiche di gran lunga superiori a quelle previste dal progetto. In un manufatto così imponente del tipo ad arco-cupola e a spessore sottile, la capacità di resistere agli sforzi è interamente affidata alla perfetta simmetria geometrica delle sezioni, le quali scaricano le spinte idrauliche direttamente sulle spalle rocciose. Si può ben comprendere come il tracciamento millimetrico di una simile opera non risponda a un vezzo estetico, ma costituisca il fulcro stesso della sua stabilità statica.

Dalle grandi dighe alle geometrie stradali

Senza dover necessariamente richiamare opere di tale magnitudo, il medesimo principio si applica a infrastrutture quotidiane e apparentemente più semplici, come le reti stradali. Qui, un tracciamento impeccabile non solo offre un’immediata percezione di buona esecuzione, ma svolge un ruolo determinante per la sicurezza e la fluidità del transito dei veicoli, specialmente ad alte velocità. I punti più critici sono rappresentati dai raccordi, ossia dalle curve che collegano i diversi tratti rettilinei.

Scendendo nel dettaglio tecnico, le regole geometriche per la corretta esecuzione di un raccordo stradale o del bordo di un marciapiede sono elementari, eppure costantemente disattese:

Arco circolare: Ogni raccordo deve essere geometricamente un arco di cerchio perfetto, la cui traiettoria corrisponde a una porzione di circonferenza di raggio prestabilito.

Tangenza perfetta: Tale arco deve risultare perfettamente tangente ai rettifili che unisce. Di conseguenza, i due punti di tangenza (il termine del rettilineo e l'inizio della curva) devono trovarsi alla medesima distanza dal vertice, ossia dal punto geometrico in cui si incontrerebbero i prolungamenti dei due rettilinei. L'individuazione di questo vertice è indispensabile per procedere a un tracciamento semplice e rigoroso.

La moderna topografia contro la pratica "ad occhio"

Oltre alle opere stradali, che per loro natura richiedono un elevato rigore topografico, esistono infinite tipologie di manufatti che necessitano di uno studio attento delle modalità di picchettamento, sia sul piano orizzontale sia su quello verticale. Nelle opere complesse, la regola d'arte impone la creazione di un sistema locale di coordinate cartesiane ortogonali, trasformando i dati di progetto e integrandoli, se necessario, con un rilievo plano-altimetrico dettagliato dello stato di fatto.

L’adozione di un sistema di assi cartesiani permette di individuare sul terreno, con assoluta certezza, punti la cui posizione sarebbe altrimenti difficilmente determinabile mediante sole misure lineari empiriche. Oggi la tecnologia ci mette a disposizione strumenti di altissima precisione (stazioni totali, sistemi GNSS) in grado di tracciare angoli e distanze millimetriche. Se l'opera è correttamente riferita al medesimo sistema di coordinate, l’esecuzione del tracciato definisce sul posto le dimensioni reali con una congruenza assoluta rispetto alle tavole progettuali.

Ciò che deve essere categoricamente escluso in un cantiere moderno è la prassi di definire i tracciati "ad occhio". Affidarsi a pochissimi punti reali e raccordare tutto il resto in modo approssimativo e intuitivo è una metodologia disastrosa. È proprio da questa diffusa negligenza che trae origine una moltitudine di opere pubbliche sgraziate nelle forme, irrazionali nella geometria e strutturalmente carenti nella loro funzionalità.

In conclusione, è necessario ribadire con fermezza che nessuna opera pubblica dovrebbe essere realizzata adattando il progetto "a braccio" in corso d'opera. Una infrastruttura di qualità ha il dovere di essere, sempre e in ogni suo dettaglio, la perfetta e reale trasposizione fisica del pensiero progettuale che l'ha generata.

Opere pubbliche brutte per difettoso tracciamento testo di autentico Marcello
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