Il mito di Darai Lanima

scritto da Darai Lanima
Scritto Ieri • Pubblicato 22 ore fa • Revisionato 22 ore fa
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Testo: Il mito di Darai Lanima
di Darai Lanima

Era solo uno spirito candido,

perfetto, senza macchia,

completo, senza desiderio,

se non quello di trascendere la materia.



Un giorno si rivolse a Terra.

Voleva sporcare la propria luce

per capire la misteriosa natura 

dell'esistenza sotto di sé.



Lei gli disse che poteva sacrificare 

la sua condizione onirica,

a patto di non fare domande.

Preso dalla curiosità,

accettò il prezzo del suolo

e la sua brama divenne un dono.



Gli diede gambe e braccia sottili,

per spostarsi nel silenzio dei suoi sospiri.

Gli fece mani variopinte,

ogni dito era un colore mai visto.

Tracciava storie dai contorni fascinosi

sul muschio fresco e scivoloso.



Ma era sordo, era cieco, era muto.

Una maledizione:

gioia che sorge dal dolore,

libertà in catene,

mentre tutto intorno si muove.

Lui si affidò all'infinita immaginazione.



Vagò nella notte finché 

il tempo perse di consistenza.

La Luna, dall'alto della sua saggezza,

gli indicò il sentiero più complicato,

mettendo alla prova la sua paura di morire.

Lui, condannato alla cecità sensoriale,

timoroso dell'ignoto, si fece guidare.

Non per fiducia, per disperazione.



Stanco, si fermò in una grotta.

Dipingeva la sua emozione,

percependo l'impulso interiore,

incapace di ammirare la propria arte.



Consumò le sue estremità,

diede tutto se stesso, finché sparì.

Quello che rimane è il suo lascito:

Un affresco della sua anima imperscrutabile.


Il mito di Darai Lanima testo di Darai Lanima
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