Quella sarebbe stata la sua Grande Notte.
Erano anni che aspettava questo momento. Ormai, arrivato alla soglia dei cinquant’anni, gli rimaneva solo questa occasione per cambiare la propria vita.
Si rese conto di attendere l’Evento si da quando era adolescente.
Mentre trascorreva l’ultima ora in ufficio si scoprì a ripensare alla sua esistenza.
Era stato un bambino felice. L’affetto e la comprensione dei genitori lo avevano circondato come una coperta comoda e calda per tutta l’infanzia; aveva giocato, aveva riso e si era divertito come tutti i bambini del mondo avrebbero dovuto fare.
I problemi, in effetti, erano nati con l’adolescenza.
Aveva cominciato a confrontarsi con il mondo da solo; il supporto dei genitori era via via venuto a mancare.
<< Devi cominciare a cavartela da solo >> gli ripeteva suo padre con la testa sprofondata nel giornale e la pipa all’angolo della bocca << Ormai sei grande, non puoi pensare che ti caviamo sempre le castagne dal fuoco! >>.
Era un adolescente basso e soprappeso. Beh, in realtà era veramente grasso. I suoi capelli sembravano sempre unti anche se se li lavava tutti i giorni, a volte anche più volte al giorno. E aveva la tendenza ad essere timido ed a emozionarsi per qualsiasi cosa; un’interrogazione o un compito in classe, uno sguardo di una ragazza che gli piaceva, una parola di troppo dal bullo della scuola.
E quando si emozionava sudava.
E quando sudava puzzava.
Chissà perché il suo sudore puzzava così tanto. Non che non si lavasse, anzi. Si era consumato la pelle con ogni tipo di sapone, deodorante e profumo. Beffa ulteriore, ogni profumo che usava, a contatto con la sua pelle, peggiorava la situazione e la puzza si faceva insopportabile.
Scoprì inoltre, durante la pratica sportiva nell’ora di ginnastica, di essere veramente minidotato. Sotto la doccia i suoi compagni sembravano tutti stalloni, mentre lui una bambola. Sentiva ancora nelle orecchie le risate e i commenti di scherno degli altri ragazzi.
Aveva pochi amici, fino ai diciotto anni non aveva mai baciato una ragazza.
Per fare sesso la prima volta si era dovuto rivolgere ad una professionista.
Il ricordo di quella esperienza lo inquietava ancora adesso mentre si accingeva a completare il foglio excell con il riepilogo del cash flow della ditta.
Aveva comprato uno di quei giornali di annunci gratuiti e aveva dato un’occhiata sotto la voce “massaggi”. Scorrendoli aveva trovato qualcosa che pensava facesse al caso suo.
“AAA Abile massaggiatrice riceve in ambiente riservato per intenso trattamento. Preferite persone alla prima esperienza. Per appuntamento telefonare al… “.
Prendendo il coraggio a due mani si era recato ad una vicina cabina telefonica (non avrebbe potuto sopportare il solo pensiero che sua madre se ne potesse accorgere telefonando da casa e i cellulari di certo non esistevano) e aveva chiamato fissando un appuntamento per il sabato pomeriggio successivo.
La donna che aprì la porta era tutt’altro che una giovane bellezza. Aveva abbondantemente superato i cinquanta. Era bassa, tarchiata e con un trucco pesante che non poteva certo nascondere i lineamenti irregolari e una peluria sopra il labbro superiore.
Se avesse avuto un po’ di coraggio se la sarebbe data a gambe, ma il coraggio era una di quelle cose che gli era sempre mancata, almeno fino alla Grande Notte.
Per prima cosa si era fatta pagare, poi lo aveva condotto nella camera da letto ancora impregnata degli odori del cliente precedente.
<< Spogliati tesoro, fai vedere che regalino hai li sotto per la tua Debora… >>.
Ubbidiente e silenzioso si era tolto i vestiti.
<< Oh, che cazzettino… Adesso la tua Debora ti da una mano e vedrai che lo facciamo crescere >>.
La donna si era spogliata mettendo in mostra un paio di enormi tette cadenti e abbondanti chili di cellulite.
Lo aveva fatto sdraiare e aveva cominciato a menarglielo e a prenderlo in bocca emettendo degli strani grugniti che immaginò dovessero eccitarlo.
Ma lui era tutt’altro che eccitato. Sudava copiosamente per l’emozione e la puzza del suo sudore, unita all’abbondate odore del profumo da due soldi della donna nonché gli stani afrori che aleggiavano nella stanza, gli davano il voltastomaco.
<< Su tesoro, non abbiamo mica tutto il giorno >> disse la donna con un tono scocciato << non sarai mica uno di quei frocetti, vero? >>
Quelle parole lo paralizzarono; non che avesse nulla contro i gay, ma lui non aveva mai avuto quelle tendenze.
La prostituta evidentemente interpretò il suo silenzio come un assenso. Si alzò e si avvicinò ad un armadio aprendo un cassetto ed estraendone un cazzo di gomma con strane cinghie che scoprì in seguito servivano per allacciarlo alla vita.
<< Vedrai che la tua Debora riesce a soddisfarti. Io soddisfo sempre tutti… >>
L’immagine inquietante della donna in piedi, con il dildo legato alla vita pronta per sodomizzarlo, gli diede una scossa.
Come un fulmine si alzò, si vestì e si precipitò fuori mentre alle sue spalle Debora gli lanciava improperi irripetibili.
Corse a perdifiato per tutto il tempo che le gambe lo sorressero, piangendo a dirotto. Da quel giorno per lui il sesso si limitò a solitarie sessioni di masturbazione coadiuvato prima da giornaletti, poi da videocassette e DVD e infine da Internet. Non che non avesse tentato, ma tutte le ragazze e poi le donne che aveva avvicinato in vita sua che rispondessero ai suoi canoni di bellezza lo avevano immancabilmente respinto.
Non trovava nemmeno consolazione negli studi. Era stato uno studente mediocre fina dalle medie; si era diplomato con il minimo in ragioneria (e tutti gli anni era stato rimandato in almeno due materie), aveva cominciato l’università ma non aveva dato nemmeno un esame.
A ventidue anni l’intercessione del padre gli aveva permesso di ottenere un posto da contabile presso la ditta dove lavorava tutt’ora.
Da allora i ritmi delle sue giornate erano scanditi in maniera precisa e ossessiva.
Sveglia alle sette, al lavoro dalle otto alle dodici, pausa pranzo passata con un panino in ufficio, lavoro dall’una alle cinque, a volte qualche straordinario, specie nei periodi di bilancio, al bar per un aperitivo, cena solitaria davanti alla tv e poi a letto.
Tra la cena e il letto si concedeva sempre più spesso un po’ di piacere solitario navigando sulla rete.
Fu in questo modo che scoprì come avrebbe potuto finalmente cambiare tutto.
Entrò casualmente in contatto via chat con una persona che si faceva chiamare “Il Mago”. Normalmente discutevano di sesso o di come la vita fosse ingiusta verso le persone più deboli. Il Mago lo incalzava di frequente domandandogli cosa avrebbe dato per cambiare la propria vita. Una sera, stressato da una giornata particolarmente abbondante di umiliazioni varie, gli aveva riposto.
<< Tutto, darei tutto quello che ho! >> aveva digitato sulla tastiera.
Pochi secondi dopo il programma di messaggeria istantanea che stava usando lo avvertiva che Il Mago gli aveva mandato un file di testo accompagnato da un messaggio.
<< Questa sera, a mezzanotte precisa declama quanto è scritto sul file >>
Dopodiché si era rapidamente disconnesso.
Il file allegato conteneva quattro frasi in una lingua per lui incomprensibile. All’apparenza sembravano un’accozzaglia di lettere messe giù a caso. Non era nemmeno sicuro di saperle pronunciare.
“In fondo che cosa hai da perdere, al limite sarà un’altra presa in giro, tanto ormai ci hai fatto il callo, no?” pensò fra sé.
Stampò il testo e attese l’ora che Il Mago gli aveva indicato.
A mezzanotte si preparò e declamò con enfasi quanto riportato sul foglio.
Non accadde nulla.
Rassegnato ad essere stato vittima dell’ennesimo scherzo si alzò per andare in bagno per le solite abluzioni prima di infilarsi sotto le coperte.
Fu allora che se ne accorse.
La pancia che prima debordava abbondantemente dalla cintura dei pantaloni era scomparsa.
Emozionato si sollevò la camicia per controllare, spaventato ed eccitato allo stesso tempo.
Ciò che vide lo lasciò senza fiato e con le lacrime agli occhi per la felicità.
I suoi addominali sembravano scolpiti nel marmo, non c’era la benché minima traccia del grasso che lo aveva accompagnato per tutta la sua vita.
Addominali così li avevano solo i modelli o gli sportivi professionisti!
Ancora incredulo si affrettò a guardarsi allo specchio per ammirarsi. Incredibile, Il Mago conosceva i segreti per fare queste cose e lo aveva fatto partecipe!
Si precipitò al PC e cercò disperatamente Il Mago nella chat dove erano soliti incontrarsi. Era li che lo aspettava con un messaggio.
<< Quello che hai avuto è solo un assaggio della potenza di queste antiche formule; con esse puoi avere ciò che vuoi. Soldi, denaro, bellezza, fama. Il rovescio della medaglia è che sono solo temporanee. Domattina ti sveglierai esattamente come sei sempre stato. Per averle in via definitiva il percorso è lungo, faticoso e costoso. E alla fine dovrai pagare pegno e incontrare Adheryl, La Signora dei Desideri, demone potente e capriccioso che ti chiederà di giacere con Lei e di soddisfare tutte le sue voglie >>.
<< Sono disposto a tutto! >> aveva risposto eccitato da tale prospettiva.
Questo accadeva sette anni fa.
Da allora aveva seguito scrupolosamente tutte le direttive che Il Mago gli aveva comunicato, aveva eseguito i rituali preparatori alla lettera e aveva pagato puntualmente le cifre che gli venivano richieste.
Fino ad oggi. Fino a stasera.
Emozionato spense il pc e si alzo dalla scrivania, preparandosi ad uscire dall’ufficio.
Già pregustava la faccia dei suoi colleghi l’indomani.
Perché la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata recarsi regolarmente in ufficio e rendere pan per focaccia a tutti quei bastardi.
Avrebbe fatto sfoggio del suo nuovo corpo, si sarebbe pavoneggiato mostrando loro le prospettive che aveva.
Pensando a tutto ciò un sorriso si stampò sul suo volto.
Arrivò a casa presto e si preparò ad aspettare l’ora indicata nelle ultime istruzioni del rituale.
<< Buona fortuna >> gli aveva scritto Il Mago nella sua ultima mail << E ricordati di non contraddire mai Adheryl. Fai tutto ciò che ti chiede e la tua vita cambierà per sempre >>.
Si sedette sul pavimento in attesa della mezzanotte. Non aveva fame, lo stomaco era chiuso dall’emozione.
Diede un’occhiata in giro a quello che rimaneva del suo appartamento; si era venduto tutto per pagare Il Mago e aveva ipotecato l’appartamento.
Gli rimaneva solo il pc di seconda mano che aveva acquistato dalla ditta per cui lavorava.
Aveva contratto debiti per migliaia di Euro con diversi strozzini della città.
Ma da stasera in poi tutte queste preoccupazioni sarebbero passate. Avrebbe chiesto ad Adheryl un nuovo corpo, tanti soldi per se e per pagare i debiti (non alla banca, che se lo riprendessero pure quel, pulcioso appartamento!), e sarebbe partito per qualche paradiso tropicale godendosi finalmente la vita.
Si, finalmente se la sarebbe goduta questa vitaccia!
Lentamente cominciò a preparare il rituale.
Disegnò a terra il pentacolo con del sangue di vergine che il Mago gli aveva fatto avere. Solo quello gli era costato cinquantamila euro. Mentre recitava le formule magiche che dovevano accompagnare il disegno si scoprì a pensare che forse avrebbe potuto procurarselo anche da solo e a meno. Subito si ricredette. Non conosceva nessuna vergine e non avrebbe certo avuto il coraggio di avvicinarne una per chiederle del sangue!
Completò il pentacolo e accese le speciali candele del Mago (pagate diecimila euro l’una!) per ogni punta del disegno.
Si sedette al centro e attese.
A mezzanotte precisa, emozionato e grondante sudore come non mai declamò la parte finale del rituale.
Dopo pochi istanti un intenso fumo viola scuro si diffuse nella stanza.
Da questo fumo comparve improvvisamente Adheryl.
Riusciva a scorgerla solo fino alla vita, ma non aveva mai visto in vita sua una donna così bella.
Lunghi capelli neri, talmente neri da avere riflessi viola, zigomi alti, labbra carnose di un rosso fuoco, occhi verdi che sembravano sprigionare bagliori luminescenti.
Per quel che poteva vedere era nuda.
Il suo seno gli sembrò magnifico. Sodo e grande senza sembrare spropositato. Capezzoli turgidi e aureole grandi. La pelle era di un bianco abbacinante, levigata e senza la benché minima imperfezione.
Per un istante si rammaricò di riuscire a vederla solo fino alla vita a causa dell’intenso fumo.
<< Sei tu lui? >> disse l’apparizione con una voce così sensuale che gli si mozzò il fiato.
<< Si, mia Signora >>
<< Sei disposto ad abbandonarti ad ogni mio capriccio? >>
<< Certo, mia Signora. Sono il tuo umile schiavo. Ordina e sarai obbedita >> Rispose seguendo alla lettera le indicazioni del Mago.
L’apparizione si avvicinò. Sembrava quasi galleggiare a mezz’aria circondata dal fumo che nascondeva parzialmente alla vista la sua bellezza.
Adheryl lo fissò. Lo scrutò con il suo intenso sguardo percorrendo tutto il suo corpo. Lui era nudo come richiedeva il rituale.
<< Devi cambiare, uomo. Così come sei non puoi darmi quello che voglio. >> sussurrò.
<< Accetterò tutto ciò che mi vorrai donare, mia Signora >>
La Signora dei Desideri pronunciò alcune parole in una lingua che gli sembrò più antica del mondo stesso e lui si sentì pervaso da una strana energia. Tutti i peli del suo corpo si rizzarono improvvisamente e si accorse di cambiare.
I suoi radi capelli crebbero e si infoltirono fino a raggiungergli e superargli abbondantemente le spalle. Le spalle si allargarono e i muscoli guizzarono in superficie. Il grasso che ricopriva il suo corpo sparì, i pettorali si definirono e ingrossarono, gli addominali si scolpirono mostrando una magnifica “tartaruga”. Le gambe si rafforzarono e cosce e polpacci si definirono. Tutti i peli del suo corpo, ad eccezione dei capelli e delle sopracciglia scomparirono. Il suo pene si allungò e ingrossò come mai fino ad ora; ed era in posizione di riposo.
<< Molto meglio >> disse Lei sussurrando, mentre un sorriso voluttuoso appariva ad illuminare il bellissimo viso.
Lui era in estasi. Non avrebbe potuto chiedere di più. Lacrime di felicità gli solcavano il viso.
<< Grazie! Grazie, mia Signora >> urlò cadendo in ginocchio.
<< Alzati uomo. Ho appena cominciato >>
Ubbidiente si rimise in piedi, mentre Adheryl si avvicinava.
<< Leggo i tuoi pensieri, uomo. Percepisco i tuoi desideri >> disse Lei accarezzandogli il pene e lo scroto.
La reazione fu immediata. Come attraversato da una corrente elettrica il cazzo si rizzò immediatamente ben oltre i venti centimetri. Mai nella sua vita avrebbe pensato di poter raggiungere una tale potenza sessuale. Si sentiva preso da un desiderio tale che avrebbe potuto letteralmente esplodere da un momento all’altro.
Lei si inginocchiò, afferrandogli il pene alla base. La lingua lo percorreva per tutta la lunghezza soffermandosi sulla punta avviluppandola con precisi colpetti veloci. Gli sembrava di impazzire dal piacere.
Quando la sua bocca calda lo accolse ingoiandolo per quasi tutta la sua lunghezza e cominciando un lento su e giù, gli sembro di stare per non farcela a trattenersi.
Leggendogli nel pensiero Lei strinse ancora un po’ alla base per rallentare l’arrivo dell’orgasmo.
Lo tenne nella sua bocca per un tempo che gli parve infinito, accarezzandogli lo scroto, titillandogli i capezzoli senza mai staccarsi da lui.
Finalmente si alzò, avvicinandosi ancora di più a lui.
<< Accarezzami, uomo. Tocca il mio seno. Assaggia i miei capezzoli. E passato tanto tempo da quando qualcuno ha portato a termine il rituale. Anelo il tocco di un mortale da troppo! >>
Beandosi di quelle parole si affrettò ad eseguire gli ordini.
Si tuffò su quei seni turgidi godendone la consistenza, il profumo di mille fiori, il sapore del più dolce dei mieli.
Mordicchiò e succhiò senza sosta, sempre più nel vortice della passione.
“Grazie”, pensò rivolgendosi al Mago “chiunque tu sia, ti ringrazio”.
<< Sei bravo, uomo >> sussurrò Lei << sarai tu il prossimo a superare la prova? Se otterrò il piacere da te potrai chiedermi ciò che vuoi, ogni tuo desiderio sarà avverato >>
Adheryl si voltò, il fumo si diradò quel che bastava perché lui potesse scorgere il solco delle natiche, la perfetta rotondità del suo posteriore.
<< Adesso prendimi, uomo >> disse afferrandogli il pene e guidandolo dentro di Lei.
<< Prendimi contro natura, fammi sentire la potenza che ti ho donato >>.
Lui la penetrò, godendo dello stretto canale che lo avvolgeva, cominciando a muoversi prima lentamente e poi sempre con più vigore.
Sentiva montargli l’orgasmo dal profondo dei suoi lombi. Incapace ormai di trattenersi aumentò il ritmo in maniera esponenziale sino ad esplodere dentro di Lei.
Per un istante gli sembrò di morire. Mai nella sua vita aveva provato un tale ed inteso piacere. L’orgasmo fu lungo, sembrava interminabile. Un intenso grido di piacere gli scaturì dal profondo delle viscere.
Lei si staccò da lui che, spossato, si accasciò ai suoi piedi.
<< Hai goduto, uomo. Adesso tocca a me >>
Spaventato dal fatto di essere venuto prima di Lei, sollevò lo sguardo da terra, gli occhi imploranti temendo una punizione terribile.
E fu li che lo vide.
Un enorme pene pendeva dalle gambe di Adheryl. Il demone che gli si parava davanti lo stringeva fra le mani accarezzandolo voluttuosamente.
<< Perché fai quella faccia, uomo. Pensavi davvero di avere di fronte una donna normale?? >> gli disse sorridendo beffardamente.
<< Noi andiamo al di la del concetto di uomo o donna, siamo esseri che incorporano entrambi >> I verdi occhi luminosi lo scrutavano divertiti.
<< Sei determinato a completare il rituale, uomo? >>
Tremante per il pensiero di quello a cui andava incontro, annuì.
<< Si, mia Signora >>
<< Non essere così dispiaciuto, uomo. Tanti anni fa conobbi una persona a cui piacque moltissimo >> gli disse.
<< Pur di avere ciò che voleva dovette ripetere l’esperienza ben tre volte! Forse ne hai sentito parlare, si chiamava Adolf, Adolf Hitler. >>
FINE
La Grande Notte (horror erotico) testo di max_renn