La piccola lumaca continuava la sua folle corsa verso il precipizio, continuava a correre lasciando dietro di se chilometri e chilometri di bava biancastra, che alla luce del sole assumeva dei riflessi argentei. Non si fermava, con il cuore in gola stava scappando dal ghepardo a cui aveva tagliato la strada pochi minuti primi al semaforo.
E’ vero aveva sbagliato avrebbe dovuto dare la precedenza, ma stava andando di fretta, la nonna lumaca si era fatta male al guscio ed era stata portata di urgenza al pronto soccorso delle lumache.
Così, la giovane lumaca, non aveva visto il segnale di “Ferma Lumaca” ed era passata ugualmente rischiando di causare un maxi tamponamento, fermandosi a pochi millimetri dalla coda del ghepardo, che vistosi dietro quella lumaca irriverente , si era spazientito ed aveva deciso di darle una bella lezione.
Ma non sapeva con chi aveva a che fare.. quella lumaca non era una lumaca come tane altre, apparteneva alla specie delle lumache da corsa, le lumache più veloci del mondo, ma che dico del mondo, dell’universo, ma che dico dell’universo, della intera savana.
I lettori mi dovranno scusare ma ho sempre desiderato dirlo e così l’ho detto. Ma non perdiamoci in chiacchiere. La lumaca, vistasi digrignare i dentoni del ghepardo sulle antenne fece immediatamente retromarcia e si mise a correre, seguita a ruota dall’infuriato ghepardo.
E così in men che non si dica i due si rincorrevano per le strade della città e stenterete a crederlo, ma il ghepardo, l’animale più veloce della terra, ma che dico della terra, dell’universo etc etc, stentava a tenere il ritmo della super lumaca.
Lei correndo lasciava dietro tanta di quella bava che il povero ghepardo ne rimaneva impantanato e nonostante le quattro zampe motrici, non riusciva a tenere il passo della lumaca,
Voi non avete idea di quanto sia difficile stare dietro ad una lumaca che sbava come un penna stilografica con il pennino rotto, cosicché il ghepardo piano piano dovette arrendersi alla superiorità della lumaca, più che altro non riuscì a tenere la strada all’ultimo giro, scivolando in una pozza di bava e finendo contro un porcospino di protezione.
E’ fu così che la super lumaca sconfisse il ghepardo, riuscendo a raggiungere in tempo la cara nonna lumaca, prima che passasse a miglior vita, facendosi così, lasciare in eredità l’attico del grande guscio di famiglia.
Non pensate male della piccola lumaca. Ella soffrì molto per la perdita della nonna lumaca, ma poi piano piano se ne fece una ragione, diventando la proprietaria di tutto il guscio di famiglia, che dopo un breve restauro diventò un albergo per lumache d’affari.
Un giorno sbavusciando per strada, la giovane lumaca, incontrò il ghepardo, lo riconobbe subito e volle andare a salutarlo e ringraziare. Già avete capito bene, vi toglierò l’ICI… no scusate questa era un'altra fiaba, voleva ringraziarlo per averlo fatto correre così veloce da arrivare in tempo per vedere ancora invita la povera nonna lumaca, e poter farsi lasciare l’attico del vecchio guscio di famiglia.
Quale è la morale di questa storiella ? Beh non tutti quelli che vi vogliono fare del male, alla fine ve ne fanno veramente, e non tutti quelli che corrono al vostro capezzale lo fanno perché vi vogliono far del bene e vi amano.
Una strana storia testo di Enrico