Il Sogno di Carla. (Oissela/Paolina.)
Sognava, Carla, una casa con giardino, un marito e un paio di figliuoli.
Non era più una ragazza, trentadue anni, non molto bella e un po' goffa.
Lavorava nell'Atélier Airolds, dove il bel mondo, le belle donne e il gossip
erano di casa: “È un pesce fuor d'acqua, bisognerebbe mandarla via.”
“E dove vuoi che vada, a pascolare? Quello è il suo mondo.”
“Ma, su, dai, è una brava sarta e poi la classe mica è acqua.”
Ligia ai suoi compiti e snobbata dalle colleghe, Carla viveva la sua vita.
Ernesto, legittimo rampollo degli Airolds, sapeva godersi la vita e sapeva anche
essere cattivo, a seconda delle circostanze.
Le donne solea scegliersele tra le più belle, visto che, spesso, modelle e impiegate
gareggiavano nel mettersi a sua disposizione.
Il destino, quel giorno, decise di scoprire le sue carte e con l'aiuto di Eros scoccò
il dardo fatale.
Rien à faire, Carla rifiutò il fascio di rose e l'invito a cena.
“Costi quel che costi, non gliela farò passare liscia, ne va del mio buon nome.”
Ernesto era fatto così e invece di rinunciare, continuava ad insidiare la Poverina.
“È bellino, ma non voglio avventure, dopo si sta peggio.”
Anche Carla era fatta così ed invece di cedere, s'impuntò nel respingere tutte
quelle avances inaspettate e che la fecero entrare in crisi.
La crisi avvolgeva il paese e i posti di lavoro erano diventati un bene prezioso.
I padroni son sempre i padroni ed è buona regola non contrariarli.
Nell'ambiente, tutti sapevano e “Gliela dà o non gliela dà” era il leitmotiv che animava gossip e battutine.
Il giovine rampollo cominciò, non se ne conosce la ragione, ad adombrare
la chiusura dell'Atélier e il licenziamento di tutte le maestranze.
“Carla...tesoro, ma sei impazzita? Non sai la fortuna che ti è capitata?”
“Non essere sciocca, per colpa tua finiremo in mezzo alla strada.”
“Mi sequestreranno la casa, non ce la farò a pagare il mutuo.”
“ Ti voglio bene, Carla, ti capisco, ma non puoi fare così, che ti costa?”
“Mio marito è senza lavoro e i bambini soffriranno la fame.”
“ Ma cosa sta succedendo? Mi ritrovo in questa situazione e non so cosa fare,
fosse per me, non avrei problemi, ma come posso aiutare le mie amiche, che non hanno alcuna colpa?
Accetterò l'invito di quel bellimbusto e sarà quel che sarà.”
“Grazie per la splendida serata, Carla, era da tanto che non passavo un po' di tempo con una persona così buona e così dolce.
Domani devo partire per Tokio, ma fra sei mesi conto di ritornare.
Un'altra cena se vuoi, d'accordo?”
Grazie a te, Ernesto, sono lieta per aver avuto modo di conoscerti e per il mese
di vacanza che mi è stato regalato, d'accordo sulla prossima cena. ”
All'Atelier...il solito tran-tran.
“Guarda che Troia, ha avuto il coraggio di ritornare.”
“Il mondo è per le Zoccole, mia cara.”
“Le hanno aumentato lo stipendio e lavora anche di meno.”
“Che tempi e che morale, ma io non le rivolgerò più la parola.”
Voglia, Maupassant, perdonare gli Autori.
“Boule de Suif resta un capolavoro inarrivabile.
Il Sogno di Carla. (Oissela/Paolina) testo di oissela