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Aspettava ansiosa la giovane Alice,
Seduta trepidante su una panchina
Ai margini della strada per il castello.
Vide il Cappellaio arrivare con sicurezza,
Il suo sguardo triste la investì come sempre
E non riuscì a trattenere le braccia
Che si strinsero intorno al suo corpo,
Avendo un disperato bisogno di quel contatto.
Le loro labbra si incontrarono ingorde
E finalmente sentirono quel contatto
Che solo li confortava e li appagava.
Durò a lungo, appassionato e intenso,
Era da troppo tempo che non accadeva.
Lei però aveva bisogno del suo perdono, così si inchinò ai suoi piedi e li baciò,
Ma niente avrebbe mai potuto scusarla
E purtroppo lo sapeva fin troppo bene.
Il loro amore era ancora lì, intatto,
Ma sempre più complicato e difficile.
Alice allora decise di renderlo eterno,
Un ricordo che poteva essere letto,
Custodito, difeso e salvato da tutto e tutti,
Che doveva continuare a vivere in eterno.
Aveva sempre avuto ragione lui,sempre.
Il Cappellaio le sorrise teneramente
La guardò con i suoi profondi occhi tristi,
L'abbracciò di nuovo forte e andò via.
La speranza ora riviveva dentro di lei
E non l'avrebbe abbandonata mai più.