ACQUA BAMBINA
Di Federica Improta e Bianca Pizzimenti 1 media
Marine guardò fuori dalla finestra con una piega amara sul viso. Pioveva fitto, così tanto che il paesaggio al di fuori era scomparso, coperto da una nebbia talmente densa che sembrava poter essere toccata.
Però era estate, e quella doveva essere la prima nuotata della stagione.
Una lacrima le scivolò sulla guancia, e Marine si diede della stupida: le altre ragazze piangevano per il loro ragazzo, per una maglietta non comprata, non perché il primo giorno di mare era miseramente saltato "Tutta colpa di questa pioggia …", sussurrò.
Poi, all’improvviso, un’idea.
Di scatto afferrò l’impermeabile lungo a mezza coscia e l’ombrello verde e saettò fuori.
Non c’era niente ad impedirglielo, poiché i suoi genitori adottivi erano entrambi usciti, quindi non c’era nessuno a dirle che si sarebbe presa un brutto raffreddore.
Come un’indemoniata corse fino alla spiaggia e si fermò solo quando non sentì lo sciabordio delle onde nella testa, e l’acqua non le bagnò i piedi.
Si sdraiò sulla sabbia bagnata, aspettando di essere investita totalmente dai flutti, pensò che la sua vera madre era morta proprio su quella spiaggia, ma non ne fu triste.
Anzi, una risatina amara le uscì dalla bocca mentre l’ acqua la bagnava fino alla vita.
D’un tratto sentì qualcuno avvicinarsi e si sollevò di scatto sul busto.
Una vecchietta avanzava a fatica sulla sabbia, appoggiandosi ad un bastone di legno marcio.
"Ciao, bambina delle onde" , la salutò come se si conoscessero da tempo.
Si andò ad accovacciare vicino a lei, per quanto le sue vecchie gambe glielo permettessero.
Si fermarono un secondo a guardare il mare insieme, senza che Marine si accorgesse del brillio argenteo alla cintura della vecchia "Ti piace il mare, vero?" la ragazzina annuì senza guardarla.
La vecchia allungò la mano e toccò il ciondolo d’argento che Marine portava al collo, un regalo di sua madre: ma che cosa voleva? forse voleva rubarglielo, in fondo non doveva essere troppo ricca.
Un ghigno perfido increspò le vecchie labbra.
"Ti piace molto?" con l’altra mano afferrò quel qualcosa che brillava attaccato alla sua cintura: ora, quel ghigno, era diventato un vero e proprio sorriso sadico.
Tirò fuori il piccolo stiletto. La gonna frusciò.
Marine si voltò e quando capì cosa la vecchietta aveva intenzione di fare, un’espressione di puro terrore si disegnò sul bel visetto contornato di capelli blu.
Non fece male, solo un lieve bruciore in pieno petto e un flusso di un liquido rosso e vischioso le sporcò l’impermeabile, andandosi a mischiare con l’acqua di mare.
Fece appena in tempo a pensare ”Come la mamma…” poi il mondo divenne bianco e la vecchia sparì dalla sua vista. Mentre moriva, Marine si trasformò in acqua pura, come aveva sempre sognato di essere.
Si mescolò al mare, mentre la vecchia sfilava dal suo collo il ciondolino e se lo rigirava tra le mani.
Poi più nulla.
acqua bambina testo di maxwell