Se L’incommensurabile Bene Fugando la tenebra Mi concederà un’altra vita Lascerò che Vita mi prenda
Conserverò negli occhi la Luna Che mio nonno, remoti giorni, per me rubò dal Cielo
Riderò Ogni volta che vedrò sorgere il Sole E chiederò a ogni uccello cosa c’è oltre il pensiero
Sempre mio il profumo di limoni e mandarini
Mai più confonderò La Bontà con la vacua assenza Ogni viso mi restituirà l’immagine di Dio
Dove siete Fragili compagni di un tempo Che un tremito d’ali ha distrutto Negletti simulacri Schiacciati e poi dimenticati …
Come vorrei ora sedere a tavola con voi E ridere, parlare, cantare Immaginare Che il dolore non sia mai esistito
Restituirò L’oro predato all’Africa I pesci catturati agli Oceani Gli alberi sottratti ai figli degli Incas Gli ideali traditi di tutti i ragazzi del Mondo
Ogni schiavo rapito Farà ritorno al suo Paese Ogni Popolo deportato Tornerà alla propria Terra
Se il Bene supremo mi concederà un’altra Vita Forse sarà negata la Storia Sarà come avessi sempre sognato
Ogni vecchio custodisce nell’anima un Mondo migliore.
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