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Mi aveva inserito fra i suoi autori preferiti. Era un segnale, pericoloso.
Sapevo che se entravi in quel file potevi essere attaccato. Dovevo spostarmi.
Aveva appena pubblicato un unico testo, mezz’ora prima, avevo controllato il suo profilo.
Iscrizione alle ore 10,45. Il messaggio era arrivato alle ore 10.55 e sembrava luccicare.
Unico, solitario,visibile, con un nickname che mi martellava in testa, mi ricordava qualcuno, un nickname che mi aveva bloccato la mano sulla tastiera.
Non poteva essere, non avrebbe potuto essere, ma se fosse stato… E se avesse trovato il mio segnale, lo avese riconosciuto e seguito...Anche qui! E di scatto chiusi il portatile come se fosse stata una porta in faccia a qualcuno che si fosse materializzato davanti a me, seduto sullo schermo con il suo ghigno e mi dicesse: ‘ Eccoti bellezza! Ti ho scovato, finalmente! Cosa credevi che non fossi capace a ritrovarti!’
Non è possibile. Ragiona…Non è possibile…Calma!’ Riaprii il portatile, subito.
Tu hai un nickname, uno di Protezione, considerato di Alta Protezione, assicurato per un valore altissimo, pagato all’iscrizione in dramme sonanti.
Uno splendido nickname, eri e sei ancora al sicuro.
Non ha niente, nulla di nulla, tu non esistevi più, eri un vuoto a perdere o a perdersi sui vari portali web e dietro quel fantastico nome fasullo, documenti cancellati e modificati.
Tutto modificato, con criterio: la foto, anzi, lo scambio di foto che pubblichi sul profilo: riuscite benissimo, reali, vive.
Puoi sfidare chiunque, quella sei tu! Nessun Avatar del cazzo, un lavoro fatto bene anche quello, pagato a caro prezzo, fatto da un amico fidatissimo, il migliore modellatore 3D, bravissimo.
Poi avevi costruito un alter ego perfetto, verosimile, con una maestria da manuale. Non avevi sbagliato in nulla, una sceneggiatura studiata nei minimi dettagli, ti infilavi in ogni racconto tuo e anche negli altri, invisibile, li guidavi tutti e la tua copertura reggeva, in ogni singola parte.
I commenti? Quella la parte più divertente.
Eri una principiante, timida a tratti, piena di sussiego per chi era un autore affermato e un’umiltà ben dosata con una leggera inflessione nei discorsi diretti, un po’ dialettale, un po' gaffeuse. A volte usando un francese elementare a volte un’ingenuità e un’empatia disarmante.
Gli errori ortografici, obbligatori. Credibili, assoluti, distratti, in modo ineccepibile, una dilettante patentata. Che colpo da maestro!
Tutto per scappare, per sfuggire alla Caccia, da quella furia che volava radente su tutti i siti di scrittura e ti cercava, ti stava inseguendo da diversi anni.
Si poteva camuffare, tu lo avevi già smascherato più volte, in altre occasioni, avevi cercato di disarmarlo ed era stato umiliante, un animale ferito, un rozzo bastardo con i suoi compagni Ologrammi Lineari.
Tu eri stata chiara, non aveva possibilità con te, nessuna possibilità.
Tu eri al di sopra di ogni sospetto, non facevi parte degli Artificiali, non eri marchiata da quel disonore e non saresti mai stata sua.
Tu eri una maledizione, una pura degli Inediti, non facevi parte delle Copie e non saresti mai stata un Ologramma Lineare.
Quando aveva capito che potevi cambiare e modellare tutti i racconti e le storie, elaborare libri, poesie, romanzi e novelle e potevi addirittura rielaborarle e inventarne migliaia di altre a una velocità inimmaginabile, ipersonica, scambiando e cambiando differenti finali o creare recensioni, critiche, articoli, pubblicazioni… Allora…Ma la cosa più stupefacente che ti aveva reso preziosa e preda di tutti i Cacciatori del pianeta e di lui, il più temibile fra loro, fu quella facoltà assoluta, viscerale e genetica che ti era stata tramandata dai geni della tua stirpe, quella di poter vivere le storie, poter entrare nelle storie, nei libri e scegliere chi essere e cosa farne della storia, un potere magnifico, divino.
Adesso? Dove andare? Dove nascondermi? L’unico modo, l’unico, il solo é qui. Ma sarebbe la fine, un loop, una ruota panoramica che gira incessante, una gabbia dorata.
Mi lascerò andare, sono riuscita a uscire dai Preferiti e sono sotto, molto, nel profondo, dove nessuno può ritrovarmi e nessuno pensa di arrivare sin qui.
Dovrebbe riuscire a scavare e a scuotere questa pagina, sono aggrappata dietro, all’interno delle lettere, fra una consonante e questa virgola, indosso un sottile velo di parole come all’inizio e sono riuscita a spostarmi. Rngrazio il cielo dell'immaginazione.
Potrei fare un salto, un balzo letterale e gettarmi dentro al prossimo racconto o poesia pubblicata, per avere un rifugio e nascondermi così.
Per sempre.
Mary Read oggi è il 29 Luglio 2025.