Contenuti per adulti
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Oggi ho deciso di dedicare
la mia sortita alicartiana
a quattro indeterminabili
e balordi/e autori/trici
del qui medesimo adc.
Per evidenti ragioni di privacy terrò segreta la loro identità e perciò i nomi dei tal de tali resteranno per forza di cose celati e di conseguenza saranno tutti inventati.
In ordine del tutto casuale vi parlerò di: Stucco d'Abruzzo, Maria Callas, entrambe femine, Puma Pompilio e Gennarino La Spezia entrambi masculi.
Lor signori&signore sono autorevoli, rispettabilissimi e seguitissimi scrittori web, peraltro attivi e molto prolifici in questo sito.
Per chi come me li conosce bene, vi dico sin da subito che sono tutti una schifezza di persona.
Maria Callas canta da sotto la mole, scrivendo oramai da molti anni a Torino. Da buona ligure è fissata col pesto e si adopera come soprano narrativo. Ottimo acuto specialmente se non mette troppo aglio.
Stucco d’Abruzzo è esperta in rasoiate anche se in realtà è versatile; oltre a essere parecchio birba con la barba, se la cava pure benino con shampoo e messa in piega.
Puma Pompilio è nativo siculo verace e trapiantato romano. Dotato di grande voce e di doppia e tripla vita, la notte fa il dj e all’occorrenza è anche doppiatore di film porno a chiamata, ma non vuole che si dica in giro. Amoreggia sinonimi, poesie e avversi.
E infine Gennarino La spezia
di La Spezia è un rapace fotografo che si spaccia poeta e_migrante per arrotondare la pensione grama.
Scrivono di tutto e di più e vantano onori e classifiche dentro e fuori dal sito.
Il motivo del successo?
Boh, non saprei e quel che è peggio non lo sanno neanche loro.
Infatti: la soprano stecca e stona come una campana, invece Stucco, al posto delle parole, usa colate di cemento. Puma Pompilio fa il sentimentale finto perché in realtà è solo un fottutissimo scaromantico, e a Gennarino come per magia succede che gli si cambia l’uccello ogni giorno.
Loro avranno già capito di chi sto parlando, io forse no. Voi ancora meno, ma non è questo quello che importa.
Forse per caso che vi starete chiedendo perché ce l’ho tanto con loro?
Ma certo che ve lo starete chiedendo, ecco la storia e scusate il pre-embolo.
Succede che tempo fa mi dicono:
-Dai Fra, la facciamo una rimpatriata?
(L’ultima volta c’eravamo visti in una Piazza, credo di Spagna, anzi ora che ci penso era a Roma).
L'appuntamento e fisato ai piedi
del Monte Titano, alla Locanda del Buon Vino, non esattamente due passi per me che sono di Palermo.
Accetto e parto,
e dopo 17 ore di elettrizzante
ed estenuante viaggio,
in compagnia
della mia supernova Dacia
full elettrica,
modello
“Alter-ego-double-eco-sport-
slesh slesh rally-
vivaviva Greta Thunberg
come anche i Duran Duran”,
arrivo e mi presento
come un figurino
puntuale alla locanda.
Ma quale locanda:
non c’era né la locandina,
né la lavandaia,
né tantomeno il buon vino
e, ovviamente,
non c’erano neppure loro.
Davanti a me solo una enorme villa con scritto sopra il verde cancello: Frate Martino.
Incazzato nero videochiamo il più affidabile dei quattro
- lo spezzino Gennarino -
e cosa vedono i miei occhi?
Stavano tutti e quattro
seduti in un bar,
beati e comodi;
ma quel che è peggio,
erano seduti
proprio di fronte
al Teatro Massimo
– from Piazza Giuseppe Verdi,
90138 Palermo (PA).
Come suo solito,
Gennarino esonda tranquillo
e pacifico mi dice:
-Fra, stai calmo e seguimi attentamente:
devi solo suonare
tre volte facendo din don dan.
Continua Stucco:
- …e poi devi cantare l’inno di San Marino campanaro.
Attacca Soprano:
-.. .ti raccomando: per intero.
E dopo che avrai fatto una bella riverenza..
Chiude Pompilio:
- … a quel punto vedrai che il cancello che ti sta di fronte finalmente scomparirà e..
( tutti in coro):
-..E voilà: ed ecco che ti apparirà la locanda e come per magia la tua licenza poetica scaduta.
Rispondo (scocciato):
-Che cazzo ci fate a Palermo?
Non dovevamo forse veder..
Continuo e dico
(sono un bonaccione e quindi, un po’ pentito, cerco di ricostruire disperatamente lo squarcio della mia virile entrata):
-Ora, a parte il fatto che la mia di licenza l’ho rinnovata proprio l’ anno scorso..
Insisto, ma incalzando
(sono pure logicomane e tremendamente razionale
e, dunque, provo a ribattere
punto per punto,
continuando la conversazione
con Tony Pacati,
ovvero la personal Ia
preinstallata
sul mediaplayer della mia Dacia):
-Ma secondo voi
l’inno di san Marino campanaro
fa in quel modo?
Lo sanno tutti che non suona
le campane e manco fa
din don dan.
Che ce lo sanno pure i bambini
che San Marino
è uno stato per finta,
che è annesso all’Italia
e che tutti in coro
cantano a squarciagoals:
"Fardelli d’Italia
l’Italia s’è desta
dell’elmo di Scipio
s’è incinta la testa
dov’è la vittoria
deponga le uova
......"
Allora scoppiano a ridere,
e io, a quel punto,
capisco che era
il loro ennesimo scherzo
-mica sono scemo-
ma stavolta avevano
proprio esagerato.
Tra l’altro il caricabatteria Nokia
della Dacia oramai
era completamente scarico.
E difatti -improvvisamente-
si spegne tutto:
il multiplayer,
la voce di Tony Pacati,
la canzone di Tony Pitoni,
il motore,
i vetri oscuranti,
le ruote motrici
e pure il mio cellulare
con tutta la videochiamata.
Nel frattempo,
esce un frate dal cancello
e fa:
-Salve, sono Fra’Martino,
serve qualcosa?
-Sì grazie,
può controllarmi un attimo
se per caso
questa licenza è scadut..