Ristoro

scritto da Il Gentil Padrino
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è da molto che non pubblico spero di non aver perso il tocco
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Testo: Ristoro
di Il Gentil Padrino

In questo mondo,
ero avvolto
dalla mia stessa oscurità.
Incontrai te.
Una nuova luce.

Intrecciato,
nella mia tela scura.
Bloccato,
nei miei cristalli di stasi.

Mi stavo condannando,
in una forma ultima.
Per mia sola colpa.

Tu, 
sbrogliasti la mia tela.
Sopprimendola nell'accogliente vuoto.
Tu,
frantumasti i miei cristalli.
Amplificandoli col frenetico arco.
Tu,
mi fornisti ristoro.
Irradiandomi con l'attraente solare.

Accogliesti
la mia oscurità
in te,
e la tua luce in me.

Con te, ho trovato
l'equilibrio.
Solamente grazie a te.

Ed adesso so,
che se te ne andassi...
Rimarrei senza luce.
Come prima.
Non lo permetto.

Sarò io il testimone,
che l'amore non è entropia,
non è luce, non è oscurità.

L'amore è un prisma
bilanciato, tra luce emessa
ed oscurità imbracciata.

Noi insieme, lo dimostreremo.

 




Ristoro testo di Il Gentil Padrino
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