Quando frequentavo l'asilo; Suor Daliso ci commuoveva con la storia della passione di Gesù.
Ascoltandola, una cosa di cui non mi capacitavo, era: perché Pilato dopo aver fatto disperati sforzi per salvare Gesù avesse permesso ai suoi soldati di dileggiarlo e percuoterlo crudelmente. La risposta, è fin troppo semplice: Il brano sui generosi tentativi di Pilato, è stato semplicemente aggiunto da qualche copista nell'ingenuo tentativo di far si che i romani non considerassero il Vangelo un libro antiromano.
Se un emulo di Gesù entrasse domani in Bolzano alla testa di un corteo che gridi: Viva il re del Tirolo, o a Cagliari al grido d:i viva il re di Sardegna, secondo la costituzione italiana, prenderebbe l'ergastolo. All'epoca si usava la crocifissione: ed anche se non fosse stato un assassino che ha fatto ammazzare migliaia di persone, Pilato non avrebbe mai lasciato andare uno che era entrato come re in una città da lui governata.
Infatti per catturare Gesù, la era stessa dell'ingresso trionfale in Gerusalemme (Marco Matteo e Luca sono concordi nell'affermare che due giorni prima della Pasqua Gesù era a Betania dove ricevette l'unzione da Maria di Betania, e che il giorno prima di pasqua fu crocifisso, pertanto l'ingresso avvenne nel pomeriggio e l'arresto la sera)
aveva sguinsagliato tutti i soldati che aveva a Gerusalemme (seicento uomini) per catturarlo. La mattina dopo, lo condannò a morte, e prima di crocefiggerlo lo fece vestire da re, per castigarlo del suo tentativo di sottrargli la regione che governava. Però precedentemente, qualcosa doveva essere successo, visto che Pilato mostrò Gesù alla folla. Quali potevano essere i dubbi di Pilato? Non certo se condannare o meno: però poteva legittimamente temere che colui che gli avevano portato non fosse il capo dei rivoltosi. Ne ebbe la conferma quando, presentatolo alla folla, questa si mise a gridare: Peçan (si pronuncia Petzan) Yoshoua Bar Abba (Libera Gesù figlio del padre (=figlio di Dio, gli ebrei non potevano pronunciare il termine e dicevano Abba) Pertanto, involontariamente i seguaci di Gesù ne causarono la morte. Naturalmente, i copisti che non volevano irritare i romani, non osando cancellare la verità evangelica, riportarono la frase come se Barabba fosse nome proprio (In greco e latino Bar abba non significava nulla), inoltre, per mistificare ulteriormente, spostarono a dopo l'ingresso in Gerusalemme tutti gli avvenimenti che avevano riguardato Gesù nelle sue precedenti visite nella città, in modo che il lettore distratto non si rendesse conto che l'arresto era avvenuto la sera del giorno dell'ingresso. Ma basta riportare gli avvenimenti nella giusta cronologia, e cancellare tutte le assurdità (La folla che lo acclama, il giorno dopo lo vuole in croce e poi fa cordoglio sulla via del Calvario: Pilato che non considera reato proclamarsi re di una provincia romana ecc.) Si ha la storia autentica, di Gesù discendente di Davide che obbedendo a ciò che la bibbia aveva profetizzato del Messia, cercò di liberare Israele dal giogo romano, e di instaurarvi il regno di Dio, in cui chi avesse avuto due tuniche ne avrebbe data una a chi non ne aveva, e chi due mantelli li avrebbe spartiti.
Se fosse anche Dio, è questione di fede. Ma chi agì sulla terra era un uomo, un uomo che riponeva la sua sicurezzadi essere il Messia unicamente nella fede, che come ogni uomo aveva paura di morire, ma che per liberare la sua patria, per instaurare la sua riforma religiosa, con pochi uomini osò sfidare la potenza di Roma, morendo nel suo generoso tentativo, ma lasciando in eredità una religione infinitamente migliore delle precedenti nella quale si riconoscono due miliardi di persone.
Condanna a morte di un rivoluzionario di nome Gesù testo di Nulla