Crudele è questo anelito di vita!
Prive di suoni le sue psichedelie!
Amaro è il disinganno nel non trovar
la non cadùca gioia!
Il pianeta gira,
perché granitica è l’arcana mente
che lo fa girare.
Il pianeta,
una burla atroce del creato.
Inferno florido o ègro paradiso?
Teratomorfa creatura
di un cinismo divo o della spuria copula
tra una mantide cosmica ed alieno un leviatano!?
Fallace, subdola è la chimera che mi nutre,
con occhiate,
frigidamente remote, mellifluamente seducenti.
Mistificatrice pania, viscosa, che mi irretisce,
che mi tormenta.
Algidamente languidi i suoi sguardi.
Vuoti i suoi giuramenti, che dolorosamente lacerano.
Frivola è la poesia che partorisce,
che mi illude:
libero, nel dire,
libero, nel fare.
Battitore son condannato sugli scalmi in ceppi,
a vogar s’una galèa, al ritmo d’un fatal tempo,
che giammai lo scandir suo muta!
A cosa serve la vita,
voragine priva di fiori,
onde spenta pur una stella annega!
Quanta forza mi è stata data,
al sembrar carisma, invero lancia spuntata.
La vita è sofferenza, la vita è dolore, la vita è morte.
Clòto mi ha estirpato dal chaos primordiale.
Làchesi mi smeriglia con terebrante dolore.
Atropo, infin, mi rapirà da questa vita,
al suo ineluttabile,
eterno, sublime volere.
(*) “Pianeta” è anche sinonimo di “Destino”= Le Moire
***
Il pianeta (*) testo di Mauro Montacchiesi