Quando la felicità non sapeva di esserlo

scritto da lubeck92
Scritto 10 mesi fa • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di lubeck92
Autore del testo lubeck92
Immagine di lubeck92
Ci sono giorni dell’infanzia che credevamo qualunque e che oggi darei molto per poter rivivere anche solo un’ora. Forse crescere significa proprio questo: scoprire che la felicità era già lì, mentre noi guardavamo altrove.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: Quando la felicità non sapeva di esserlo
di lubeck92

Quando la felicità non sapeva di esserlo

Allora non avevamo ancora imparato ad avere cura delle cose: lasciavamo le biciclette sull’erba,

i sandali sulla riva sabbiosa del fiume, dimenticavamo di chiudere il cancelletto e lasciavamo le cartine delle rare caramelle nelle tasche delle vecchie giacche. Lasciavamo volare i palloncini nel cielo, con una leggerezza inconsapevole…

Non pensavamo che, un giorno, in quell’odiata pellicina bianca sul latte nella tazza azzurra sarebbe rimasto il sapore di un’infanzia intera; che il richiamo della nonna: «È ora di tornare a casa, si è fatto tardi!» sarebbe diventato, un giorno, la voce che più di ogni altra ci sarebbe mancata.

Non ci accorgevamo nemmeno del profumo dell’estate:

della polvere calda lungo la strada, dell’erba fresca dopo la pioggia, delle mele nelle cassette di legno, dei capelli dopo il bagno nel fiume, delle spalle scaldate dal sole…

Non capivamo perché avremmo dovuto ricordare il cigolio della vecchia porta della veranda,

la crepa sulla nostra tazza preferita, la macchia di marmellata sulla tovaglia,

le ginocchia sbucciate, un raggio di sole che giocava sul portico tiepido — tutte quelle piccole prove del fatto che stavamo vivendo.

Eravamo convinti che la vera felicità fosse da qualche parte più avanti: oltre l’inverno successivo, oltre la scuola, oltre l’età adulta, oltre i grandi guadagni, oltre le città che allora non avevamo ancora visto…

E invece la felicità era lì, seduta accanto a noi sulla panchina di legno davanti a casa,

con i piedi sporchi, le dita appiccicose di lamponi, un filo d’erba tra i capelli.

E non sapeva affatto che avremmo dovuto custodirla.

Solo molti anni dopo abbiamo compreso, all’improvviso, una cosa semplicissima:

ciò che più ci manca nella vita è quel bambino che un giorno uscì a giocare in cortile

senza nemmeno accorgersi che, proprio quel giorno,

non aveva assolutamente nulla da desiderare.

© Copyright 2025 Johann Lubeck 

Quando la felicità non sapeva di esserlo testo di lubeck92
21

Suggeriti da lubeck92


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di lubeck92