S’alza al mattino la palpebra lenta, entra la luce nello spiraglio e canta l’alba, vibrando nell’orizzonte rosso, l’inno alla gioia del viversi addosso. Si riempie il cielo di porpora e rosa, svegliando il mondo che più non riposa, inizia il frastuono di vita convulsa nel vuoto delle urla confusa e persa. Giungerà il tramonto a portar poesia, tranquillo e quieto nella sua nostalgia spegnerà la luce agli occhi dormienti accarezzando le palpebre innocenti.
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