Periplo

scritto da Paulus
Scritto Ieri • Pubblicato 19 ore fa • Revisionato 19 ore fa
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Autore del testo Paulus

Testo: Periplo
di Paulus

Oggi si è abbattuta una bufera sul bastimento, anomala. Qualcuno si è imboscato sottocoperta.
"È già accaduto, e non è mai successo niente. Si deve solo aspettare che tutto passi. Ne ho viste tante di queste situazioni", dice il nocchiero, forse per rassicurare o per rinfrancare se stesso.
Le creste d'onda si levano spumeggianti, sia sulle fiancate che sulla prua, facendo sballottare il natante, di qua e di là. Lo scirocco tira mulinando su se stesso.
"Capitano – dice il secondo di bordo – come andrà a finire? Non voglio mascherare l'apprensione. Questa è la mia prima traversata. E non vorrei fosse l'ultima."
L'albero di maestra oscilla febbrile secondando il movimento dello scirocco. Ogni tanto dà un'occhiata al barometro di latta, che teneva sempre nel tascone del montgomery.
"Vedrai che domani le onde si appianeranno e solo un tremolio di brezza ci scorterà durante la navigazione. Anche se questa volta il traguardo non è definito. Sono tre mesi che facciamo il periplo attorno a quest'isola, senza mai trovare la rotta", dice pensieroso, soggiungendo: "E questo invece non mi è mai accaduto".
"Eppure sembra che ci allontaniamo. Ma forse è solo la mia impressione mentre muoviamo in direzione della Croce del Sud."
"Sembra – dice il capitano di lungo corso – ma non è così. Non hai notato che la bussola magnetica cambia la rotta ogni volta?"
"Effettivamente – risponde il secondo – ho avvertito qualcosa che però non so spiegare. Ma non voglio rassegnarmi alla realtà."
Si prende una pausa: la tosse stizzosa lo vessa da alcuni giorni e neppure un cicchetto dopo l'altro ne allevia il fastidio.
Immagina di cavalcare quei cavalloni che si infrangono sulla scogliera di cui si intravede la sinuosità.
Poi, rispondendo, aggiunge: "Quando non avevo ancora messo piede sui bastimenti – non ero ancora un giovane di coperta – ascoltavo i discorsi dei marinai accalcati al tavolo della bettola del porto. Facevano tanti discorsi soprattutto i più invecchiati, quelli che il tempo ormai lo passavano raccontando con qualche rimpianto e non senza mitizzare. Qualcuno ricordava di avere sentito di bastimenti che, collassati, si inabissavano; ma che, a distanza di qualche anno, riemergevano e facevano il periplo attorno a isole inesistenti".
"Quanto tempo è passato?" chiede il secondo, notando: "Anche a me sembra passata un'eternità."
"Non lo so, salpammo con il mare in burrasca. Ma ora non rammento più cosa sia accaduto. Di notte ci penso quando salgo sul ponte di coperta. Interrogo le stelle come per scaramanzia, ma nessuna risponde. Pulsano nel cielo pensando ad altro", soggiunge. Poi scende nella sala macchine per accertarsi che il sestante non faccia le bizze come la bussola.

Periplo testo di Paulus
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