Il cavaliere trasparente

scritto da Danta
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Il cavaliere trasparente
- Nota dell'autore Danta

Testo: Il cavaliere trasparente
di Danta

Il cavaliere trasparente.

Un dì, mentre erravo fra la gente
apparve a me un vecchio cavaliere
in sella a una giumenta di cartone
che avea cortese aspetto ed anche il nome.

Da tanto non miravo l'uomo in viso
ma non fu quello a destar mia attenzione
bensì la sua isterica passione
per quel mondo fatto ancora di finzione.

Con goffo affanno muoveva la gualdrappa
schivando sia quesiti che presenze
e come un folle che dal dolore scappa
andava blaterando di sentenze.

Quanto dolor intese allor il mio cuore
dinanzi a tal patetico riquadro
vedevo nel ricordo un cavaliere
ma nel reale solo un disperato.

Domando a me allor :« che fine ha fatto
quel dolce cavalier di amor vestito
col quale interrogavo il ciel e il fato
le notti intere in odor di proibito?».

Nessuna traccia di quel condottiero
che docile e ferito si donava
scoprendo il petto di segni flagellato
dai colpi che la sorte gli mandava.

Solo or capisco l'infausta faccenda
che fine ha fatto il saggio blasonato
che, come un vecchio Atlante, si trascina
spinto ad un destino coattato.

Erra nei luoghi angusti della tua mente
quell'anima ferita ma ancor pura
bestemmia e agita il corpo trasparente
in cerca di pellame di sua misura.

Come puoi parlar ancor d'altrui fallimento
quando illuso vai pensando che in altra veste
tu possa ritrovar quel che è perduto
e che dimora, ormai, tra gaudiose teste?

Se solo tu potessi immaginare
quanta fortezza alberga in me da tempo
la stessa che te ed altri fa tremare
non parleresti allor con tale verbo.

Mi resta in fin la sol consolazione
di aver conosciuto un giorno, nel dì del caso,
un dolce cavaliere dal cuor sognante
che senza ipocrisia si è mostrato.

La vita sia a te sempre benigna
e l'amor accresca la tua poca speme
perchè nell'attimo della dipartita, infin,
tu possa liberar l'anima lieve.










Il cavaliere trasparente testo di Danta
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