Davanti a quella porta bianca il bimbo reclamava la sua nascita. L’infinita potenza della natura lo chiamava tra i vivi e mentre io tutto questo trasognavo tu, dalla barella, mi prendesti per mano e mi dicesti: stai con me.
Tra sangue, grida e le mosse arcaiche del medico si mescolavano le nostre lacrime, io chino su di te, tu protesa nel tuo ruolo ancestrale.
Il miracolo ci colse entrambi increduli, un essere grigio e irato irruppe nella nostra vita, il suo pianto si confuse col nostro e mai saremmo stati più felici.
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