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GUARDANDO LE MIE MONTAGNE
Tra i rami spogli dell'inverno, mi appaiono bianche vette, scintillanti e baciate dal sole.
Quante volte le ho viste e ammirate!
Eppure, stamattina c'è un'atmosfera che mi cattura, che mi inebria e sento che il mio legame con loro è davvero profondo.
Osservo queste montagne silenti che sono sempre le stesse di quand’ero bambina, mentre per ognuno di noi il tempo scorre inesorabile e troppo in fretta.
Tutto cambia ai loro piedi, ma queste rocce ardite continuano a stagliarsi immutate nella limpidezza del cielo, ad abbracciare le nuvole che le accarezzano, ad accogliere il volo dei rapaci che libero si distende sopra le cime.
Ed è proprio un senso di libertà che io provo di fronte alla meraviglia di questi giganti, testimoni degli anni che sono passati, trascorsi tra gioie, tempeste, sogni.
Nel cuore dei monti sono racchiusi tutti i miei ricordi che scivolano nella mente come l’acqua del disgelo, che a primavera scorre nelle valli.
Mi danno pace quando li guardo, mi confortano nei momenti di tristezza, di rimpianto, di nostalgia e non posso fare a meno di sentire il loro richiamo.
Credo che le montagne parlino una lingua arcana e silenziosa, che solo chi le ama può comprendere.