Canto del Crepuscolo.

scritto da Oldman61
Scritto Ieri • Pubblicato 9 ore fa • Revisionato 9 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Oldman61
Autore del testo Oldman61
Immagine di Oldman61
Un vecchio componimento dal sapore epico sulla fratellanza. Quando la propria ragione viene fatta prevalere sul prossimo si perde il senso dell'amore.
- Nota dell'autore Oldman61

Testo: Canto del Crepuscolo.
di Oldman61

il crepuscolo s’affossa dolente,
or il cielo, qual specchio ritraente,
mira la taciturna Aegea fremente.

non più violata dall’altrui calore,
arcigna in volto e mossa dal fervore,
scaglia all’universo cupo livore.

e flutti alti sorsero a tempesta,
che l’aere, sferzata, restò funesta,
e fragore percosse fin la foresta.

sol lume arde di debol fiamma arcana,
tremula, fissa in ciel di tramontana:
quale cupa angoscia ti vessa insana?

“crocifisso fui, e non pel mio volere,
posto qui a consumar come braciere,
ardere sto con mio grande dolere.”

“sì, che il mio tribolare non fu lieve:
polvere fu il pianto mio come neve,
che ciel e terra avvolse in morsa greve.”

or Tellus cinta da aer perniciosa,
turpata in volto da ruga rovinosa,
si mosse in scossa e recere focosa.

a urbe giunse lingua falciatrice,
d’uomini e ogni cosa divoratrice,
finché tutto in fredda pietra fice.

e l’uomo quale famelica bestia,
sempre ingordo della sua immodestia,
al mondo recava grave carestia.

di sopraffare suo simile insazio,
che al cuore altrui recava strazio,
ponendo su ogni cosa il proprio dazio.

un suon dal cielo calò, come sentenza,
grave e profondo, privo di speranza:
tremò la terra tutta in riverenza.

s’udì una cosa simile a parola,
di mille lingue piena in una sola,
che il cuor d’ognun prese come tagliola.

“mai foste contenti di vostra ombra,
che pure v’appartiene e non s’adombra:
vi punge l’ira ed il cuore s’ingombra.”

“non foste arena sulla marina,
che il vento disperde e via via sfarina,
ma mosaico che l’amore destina.”

sì dur parlò, con mesta riprensione:
“è questa forse la vostra presunzione,
chiuder il tutto in angusta ragione?”

e tacque il vento, e il mar si fece muto;
restò sospeso l’alito del flutto,
e il mondo intero apparve sì compiuto.

se tal carme intende allegoria,
e di vita vuol essere l'istoria,
l’udir col cor è arte necessaria.

di tali versi il dolor è padrone,
con passo greve innanzi a noi s’impone,
che l’uom e ogni cosa s’offrono prone.

abbiamo scorza che punge e offende,
che il cor d’altrui tosto consuma e smunge,
e l’amore nostro si spezza e frange.

com’acqua è l’amor che scorre chiara:
se posta in ferri essa stessa si smara,
in acquitrino scolora ed amara.

come opera d’arte ben tessellata,
di gente che vive pacificata,
di pietre poste in sola grande arcata.

fummo ad essere sì bene creati,
di pace ed amore ben cernierati,
dei quali mai dovremmo esser piccati.

Qui chiudo i versi, e più non oso dire,
non resta voce ch’io vi possa offrire,
a voi rimane il senso da seguire.
Canto del Crepuscolo. testo di Oldman61
10

Suggeriti da Oldman61


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Oldman61