"Vado a puttane solo per farmi abbracciare"

scritto da Odiato
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo Odiato

Testo: "Vado a puttane solo per farmi abbracciare"
di Odiato

La troia versa Keglevich avanzata nelle insenature del coglione di ieri
senza trovare reazione.

Si annoia, ad aspettare che le sue amiche di scopate
aprano gli occhi visto quante righe si sono fatte in più
rispetto alle sue narici stanche ma desiderose di andarsene
al più presto da questa casa sperduta.

Trova un cartone di succo d'arancia
e ne trangugia una bella golata,
questa topaia è la solita villa,
angolo bar, genitori fuori per lavoro e la piscina piena di foglie.

Gira scalza, circospetta, timorosa,
con la consapevolezza di essere troppo matura
per essere ancora così debole.

I raggi del sole le tagliano a metà la gola,
mentre il resto degli sfondati nelle stanze vicine
russano nei manicomi dei down emozionali
provocati dallo ieri provocatore.

La spalla sullo stipite della finestra,
con la zip della gonna non del tutto chiusa.

Pensa "torno a letto”, apre la porta
e trova la stanza vuota.
Senza farsi domande si getta sul materasso.

La scopata della sera prima torna a letto
e lei pensa che voglia un terzo round
mentre la frase è solo
"scusa se ti rompo il cazzo,
ti lascio tranquilla".

Ed esce.

Lei si risveglia nelle ore successive,
sente gemere dalle camere affianco
e percepisce la miseria della ripetitività.

Passeggia leggera, presa dalla fame da post-sbornia
in cerca di una fetta di pane o di un avanzo marcio del frigorifero.

Nell'avviarsi in cucina nota lo stronzo
che l'ha lasciata da sola
e ieri le leccava la fica
sniffando l'odore delle sue labbra
ed ora è solo
sdraiato sul bordo ombroso della piscina,
imbracciando un quadernetto
tenuto in verticale sopra la testa.

Urla "Coglione, hai fame?"
e lui senza distogliere lo sguardo
dal suo quaderno costernato dal cielo
risponde "No, grazie, ma se trovi qualcosa da finire portalo".

Non ha bisogno di ulteriori chiarimenti,
la fetta di pane tostata è pronta
e gli porge un paio di sorsate di Pampero,
ovviamente dopo averci sputato.

Lui, senza posare il quadernino inclina la bottiglia
e la svuota lanciandola sotto l'amaca del giardino retrostante.

Morsica lentamente la fetta di pane
e senza sapere perché
salta addosso allo psicotico soggetto
che cercava di riempire il blocchetto,
gli getta via il quaderno
e cerca di far finire in piscina l'handicappato
che ieri sera proponeva un'orgia
con la sua collega.

Cade in piscina
ed il tizio, ok sono io,
scaravento la carta lontano
e mi lancio in piscina,
finchè perdura il silenzio.

Esce per dare ancora un paio di dentate
alla sua colazione improvvisata.
Si siede sul bordo.
In mano ha un foglietto strappato, confuso.

Mi indica di avvicinarmi.

Le arrivo vicino, lei mi strattona
e mi bacia mentre con un filo
di voce percepisco un'idea.

Mi mostra la frase,
"ho strattonato le tue vibrazioni di sillabe
nascoste dal tuo essere puttana
ed ho solo provato a renderle mie".

Conquistarla con una frase cancellabile e sboccata
mi rende orgoglioso.

In un attimo è immersa
e si sta slacciando il reggiseno.

Mentre si sfila le mutandine,
mi chiede di raccontarle di lei
ed io non posso fare altro
se non racchiudere
dentro la mia lingua
parole
che facciano vibrare i clitoridi.

Lasciando alla malinconia del sesso
due innamorati dell'anormalità,
mentre il tempo trascorso assieme
mi ricorda i soldi spesi
che non avrò
per dimenticarti quando sarà di nuovo buio.

"Vado a puttane solo per farmi abbracciare" testo di Odiato
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