Tracce Invisibili

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per chi lascia tracce invisibili…  che restano per sempre
- Nota dell'autore Gades

Testo: Tracce Invisibili
di Gades

Non è stato un lampo.  

Era una radio sfasata  

che continuava a sintonizzarsi.

La prima volta  

gli occhi si sono fermati  

come quando si riconosce una grafia  

senza ricordarne il nome.

Uno sguardo che scende.  

L’altro che resta.

Poi c’è stato quel giorno.  

Il vestito non era casuale.  

Era una scelta precisa,  

messa lì come si mette una domanda  

sapendo già la risposta.

Lo sguardo è arrivato  

e non ha invaso.  

Non ha misurato.  

Non ha preso.

Da allora  

bastava uno sguardo  

perché le cose perdessero ordine.

La vita ha fatto il suo mestiere:  

ha spostato le sedie,  

cambiato musica,  

chiamato distanza a ciò che tremava.

Anni dopo, per caso,  

un accenno di mano,  

uno sfioramento che non cercava nulla.

La corrente era la stessa.

Identica.

Come certe cose  

che non chiedono permesso,  

non fanno rumore  

e non imparano a spegnersi.

Tracce Invisibili testo di Gades
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