Una maschera sul volto lo sguardo amicante a lei rivolto il suo un grande fascino sogno di ogni donna... ma invano lui sullo stesso cuore non fermava e le sue conquiste poi abbandonava
Una maschera, parrucca incipriata seguiva musica di Mozart sulla navata attento come un demone su quelle note per cogliere bellezze ancora a lui segrete dell'anima cercava la bellezza carnale che sempre rincorse con foga maniacale
Mai riuscì nel suo intento di avvicinarsi e nel suo studio seduto con pensieri persi tra libri, polvere e presentimenti ignorati dal popolino e dal clero proibiti nelle lunghe notti a lume di candela con forza le ricerche continuava
Con il conforto di donna speranza studiava i limiti della sua esuberanza la notte amava rimanere estasiato tra le femminee vesti che tanto ha desiderato lasciando fuori il mondo e se stesso non cita ma non dimenticandosi della vita
Un fiore di loto che lui ha sporcato tante volte nelle carceri condannato sul ciglio delle strade dormendo nelle cantine fra il vino e le puttane tra le carte, le bestemmie e le promesse giocando a dadi ignorando dei sentimenti l'interesse
Tra le navate lui ancora ascoltava e la gente da dove fosse venuto si chiedeva quel seduttore dall'apparir e dal passo felpato con la sua maschera tanti cuori ha stregato nascondeva l'amore oltre l'amore per trafiggere il di lei cuore
Regalandomi un fuggevole sguardo mentre ascoltava con viso beffardo la sua maschera indimenticabile il suo portamento mirabile poi finalmente mi sorrise tra musiche e stupendi suoni come la donna futurista del Boccioni
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