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È un ladro, il poeta
ruba parole schioccate, tralasciate
cadute e impettite
le raccoglie e le dispone in riga
una dietro l’altra
alcune sopra, altre sotto
e dei silenzi?
cosa prende?
uno sbuffo che saluta e s’invola
il bianco di un’alba di pianura
il silenzio...
severo guardiano
di profondità insondate
Scruto
la punteggiatura dei tuoi passi
i segni che tracci nell’aria
Vorrei solo rubare le tue parole
masticarle e
sentirne il sapore
Tu taci, sorridi e
mi cingi il collo
con ghirlande di risa
Ma lo so
un giorno riuscirò a rubartela
una parola