15-10-12, Aeroporto Bari Palese. ‘Ohi, quando sei arrivato fammi uno squillo, solo uno squillo così capisco che sei arrivato, altrimenti non mi addormento’. Ricordo le sue lacrime e la sua voce. Sapevo che non avrebbe dormito un minuto quella notte. Il suo piccolo se ne stava andando di casa e da domani la sua casa sarebbe stata un po’ più vuota. Cercavo di rassicurarla con il mio sguardo e il mio sorriso, anche perché con le parole non sono mai stato all’altezza. Le sue lacrime mi stavano mangiando dentro e un brivido improvviso mi attraversò lo stomaco quando mi trovai improvvisamente da solo. ‘Dai Lorenzo vai lì e spacca tutto’ continuavo a ripetermi a me stesso. Dovevo farcela, era la mia occasione, la mia sfida, il mio sogno, tutto ciò che volevo in quel momento. Vivere a Londra avrebbe rappresentato la realizzazione di tutto questo. A 19 anni te non ascolti nessuno, te a quell’età vuoi fare solo ciò che credi ti potrebbe rendere felice. Me ne accorsi di questo quando arrivai fuori dall’aeroporto di Londra. Pioveva e faceva un freddo esagerato ma io indossavo una semplice felpa blu primaverile col cappuccio, anche se tutti mi avevano avvisato che in Inghilterra ‘generalmente’ fa un po’ più fresco della Puglia a metà ottobre. Ho sempre fatto di testa mia nella vita, forse perché ho sempre pensato che nessuno può vivere la tua vita al posto tuo e giudicare le tue scelte, perché la gente non può proprio sapere un cazzo del tuo percorso, delle tue gioie e delusioni, di ciò che provavi dentro quando stavi di notte in una panchina in lacrime con il cuore spezzato, e nessuno era lì a fianco a te ad asciugarti quel fiume di lacrime. Odio la gente che giudica, si l ho sempre odiata, perché infondo, ho scelto Londra anche per questo. A volte amo perfino il silenzio in metro alle 7 del mattino, quando in un vagone ti ritrovi schiacciato con centinaia persone, ma c’è un silenzio inquietante, quasi surreale. Tutti con le loro radioline o immersi nella loro lettura a pensare alla loro giornata dura che li aspetterà. Puoi uscire anche con il pigiama a fiorellini bucato di colore rosa, nessuno si accorgerà di te. Non so se sia unica al mondo questa città, ma penso che chi viva qui abbia qualcosa in più di tutta l’altra gente. Nei loro visi vedi la forza di crederci ogni giorno, di andare avanti nonostante i ritmi forsennati che questa città ti impone, i sacrifici giorno dopo giorno di imparare una nuova lingua, le umiliazioni e le prese in giro subite i primi tempi, quando hai fatto la figura dell’idiota perché non riuscivi a capire ciò che ti dicevano e la tua risposta era la sempre la stessa più o meno: ’Yes…’. Negli occhi della gente vedi la forza di chi è solo e di chi ha trovato nella solitudine il proprio compagno di viaggio più affidabile. Amo la forza di questa gente, amo la mia forza, forse l’unica cosa che mi piace di me. Ammiro la gente che ha lasciato il suo paese, la sua famiglia, i suoi amici, le sue radici e il suo porto sicuro, o meglio, ammiro il loro coraggio. Penso che quello o fa parte di te quando nasci, oppure non ce l hai proprio. E’ come un fuoco che ti brucia dentro, avere quella voglia di crescere dentro di te sapendo che potresti farcela nonostante sei completamente solo in una città troppo lontana da casa per rifugiarti quando hai bisogno di una carezza o di una pacca sulla spalla per convincerti che ‘va tutto bene’. Penso che il mio, tutto sommato, non sia stato vero e proprio coraggio ma semplice incoscienza di un ragazzo dicianovenne stanco e troppo stretto ormai per vivere in un paesino di provincia di 15000 abitanti. Un ragazzo che aveva bisogno di uscire di casa per prendersi palate di merda nelle cucine londinesi, di stirarsi le camicie alle 2 di notte dopo una giornata distruttiva a lavoro, perché penso che solo con le umiliazioni e la sofferenza si possa crescere e diventare ‘grandi’, grandi per davvero. Sono convinto che Londra sia la migliore palestra di vita per un ragazzo della mia età. Non sopporto la gente che aspetta la svolta per cambiare vita. No, la svolta deve nascere dentro di te, quel ‘fuoco dentro’ ti deve far mangiare il mondo a 20 anni. Mai aspettare niente nella vita, perché in questo mondo nessuno ti regalerà niente. Ci sei tu, con i tuoi sogni, la tua forza e la tua incoscienza di credere di potercela fare. E quel sorriso, che comunque vada la tua giornata, non deve mai smettere di splendere nel tuo viso.
Dicono che a Londra non ci sia mai il sole testo di MrNobody