L'uso improprio dell'intelligenza emotiva

scritto da Alessio Ferrara
Scritto 16 ore fa • Pubblicato 5 ore fa • Revisionato 5 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Alessio Ferrara
Autore del testo Alessio Ferrara

Testo: L'uso improprio dell'intelligenza emotiva
di Alessio Ferrara

Abbiamo investito così tanto sulla nostra intelligenza emotiva da scordare che amare significa anche essere comprensivi con chi cerca ancora delle risposte.
Per fare chiarezza dentro di sé.
Per trovare il proprio equilibrio. 
Abbiamo imparato l'importanza di tracciare dei confini, di ascoltare i campanelli d'allarme, le cosiddette "red flags", e conosciamo il significato del termine "narcisista" e le dinamiche che rendono una relazione tossica.
Lungo il percorso, d'altra parte, abbiamo dimenticato che siamo tutti un po' incasinati, che ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi e che si può amare perdutamente pur avendo ancora bisogno di rimettere insieme i pezzi.
Ci aspettiamo di incontrare persone centrate, risolte, senza il peso del proprio bagaglio emotivo e senza le cicatrici lasciate dalle ferite di un passato che a volte fa ancora male.
Persone migliori di noi.
Così accade di confondere le difficoltà insite in una relazione con incompatibilità e di sentire il suono di campanelli d'allarme appena vengono commessi dei semplici errori.
E questo non è amore, è solo verificare che l'altra persona abbia una lista di requisiti che possano renderla ideale: assomiglia più a ciò che si fa quando si acquista un prodotto, è un approccio consumistico alla relazione che ci rende figli obbedienti al nostro tempo.
L'amore richiede pazienza e presenza: è scegliere di restare mentre si cresce insieme, è capire che due esseri imperfetti hanno comunque la capacità di costruire qualcosa di indistruttibile se ognuno dei due sceglie di evolvere, se ognuno dei due lo vuole davvero.

L'uso improprio dell'intelligenza emotiva testo di Alessio Ferrara
2