Sospesa nell'ignoto

scritto da Fresia
Scritto 2 giorni fa • Pubblicato 20 ore fa • Revisionato 20 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Fresia
Autore del testo Fresia

Testo: Sospesa nell'ignoto
di Fresia

Tessa camminava lentamente su un sentiero che si perdeva in un verde lussureggiante dalle innumerevoli sfumature. Lo sguardo liquido, quasi assente e un senso di atemporalità che non riusciva a spiegarsi.
Non si era mai sentita così vuota, eppure, paradossalmente, percepiva una pienezza indescrivibile. 
Intorno un silenzio assoluto e irreale, nemmeno un fruscio, un flebile rumore, un lieve soffio di vento. Non c'era alcun movimento.
Quell'immobilità avrebbe dovuto essere inquietante, ma inspiegabilmente le infondeva un'immensa sensazione di benessere.
Un piacevole chiarore illuminava la foresta, la rugiada del mattino faceva brillare gli steli dell'erba e, ad ogni passo, affioravano nella sua mente pensieri insoliti e immagini mai viste, ma nitide e vive. 
Si avvicendavano piano ed era come se le avesse davanti agli occhi. Vedeva case dai meravigliosi colori, fiumi e laghi incredibilmente trasparenti, un cielo terso d'un azzurro intenso nel quale le sembrava di poter osservare la Terra, inondata dalla piena luce del sole. Vedeva anche volti sconosciuti che sorridevano e ammiccavano bonariamente. 
Quelle immagini tanto amene e rassicuranti non avevano nulla a che fare con quelle del suo mondo grigio, triste e frenetico che, tuttavia, rappresentavano per lei la normalità.
Che fosse impazzita? Non ricordava nemmeno come fosse arrivata in quel luogo tanto verde.
Avrebbe voluto fermarsi, ma non ne era capace, continuava a camminare macchinalmente sospesa in un ambiente del tutto immobile, fatto di pace e di silenzio, nel quale nemmeno i suoi passi risuonavano in alcun modo.
In quel susseguirsi di pensieri e immagini avulse dalla sua realtà, Tessa tentava di dar forma a qualcosa di concreto che le ricordasse un antecedente qualsiasi, che la potesse riportare al momento in cui tutto era cominciato.
Nulla...
Camminò ancora e ancora, poiché le sue gambe parevano muoversi da sole, contro ogni volontà.
Giunse infine sull'orlo di un precipizio. Urlò e dalla sua  bocca non uscì alcun suono. Cercò di fermarsi, di bloccare quel movimento inarrestabile, tentò in tutti i modi, ma invano e si sentì cadere nel vuoto, in un profondo vuoto impossibile da evitare. 
Si rese conto, però, che non stava precipitando affatto, ma che fluttuava dolcemente nell'aria tiepida e che il suo corpo ondeggiava come una piuma trasportata da una brezza leggera. Ogni muscolo era rilassato e la paura aveva lasciato il posto alla meraviglia.

Quando toccò il suolo Tessa riprese il contatto con la realtà, ricordò che mentre correva, come era solita fare ogni giorno, aveva notato un vecchio albero morto dal tronco possente, che presentava una grande cavità. Non aveva mai visto nulla del genere e non aveva potuto fare a meno di entrarvi. 
Improvvisamente si era sentita strana e, appena fuori, ogni cosa intorno a lei era diventata diversa. Il paesaggio brullo si era coperto di verde e poi aveva percepito quel senso di completa pace e quel  bisogno irrefrenabile di continuare a camminare. Solo il precipizio aveva arrestato i suoi passi. 
"Forse doveva andare così", pensò e di nuovo le sue gambe le imposero di proseguire.

D'un tratto si palesarono ai suoi occhi i ridenti villaggi che aveva visto nella mente e acque che parevano liquido cristallo. Alzò lo sguardo e sopra di lei vide l'azzurro, mentre caldi raggi di sole le sfioravano la pelle. Erano sensazioni  stupende che probabilmente avevano provato i suoi predecessori, ma per lei sconosciute. Nel cielo notò l'immagine sfocata d'un pianeta molto simile alla Terra, con i suoi continenti e i suoi mari. 
Mentre si chiedeva come fosse possibile avere quelle visioni, rivide i volti allegri degli sconosciuti che le erano apparsi nella foresta.
Provò ad interagire con quelle persone e con gli animali che le seguivano, ma era come se nessuno la vedesse, come se fosse divenuta invisibile.
Tessa non capiva, ma continuava a percepire un appagamento che si faceva sempre più grande.
Finalmente si fermò e si sedette sull'erba senza pensare più a nulla.
Poi un'intuizione che le parve assurda: si trovava forse in un'altra dimensione? O era un' utopia che la sua mente aveva costruito e che le sembrava di vivere realmente? Sapeva solo che quel mondo era così bello e così diverso dal suo, ormai prigioniero del cemento, delle macchine, del grigiore, delle acque torbide e della mancanza di serenità autentica. 
Si sentiva sospesa nell'ignoto ed era incredibile non averne paura. 
All' improvviso, si ritrovò nel punto preciso da cui era partita la sua strana avventura. 
Sempre più confusa, Tessa si chiese ancora se avesse sognato ad occhi aperti o se avesse viaggiato attraverso un portale per giungere in una realtà parallela.
Poco importava, perché al di là di quella sensazione di indefinita sospensione, sentiva crescere dentro di sè una speranza che non aveva mai provato e di cui non aveva neppure sentito parlare.
Avrebbe fatto di tutto per condividerla, per far saper ai suoi simili che forse non tutto era perduto e che un mondo diverso poteva ancora rinascere. 

 

Sospesa nell'ignoto testo di Fresia
14

Suggeriti da Fresia


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Fresia