1) Me ne stavo in camera, a guardare la tv. Ad un certo punto sento grattare, in cucina.
Era la mamma.
La mamma diventata un mostro orrendo, come quelli delle serie tv horror.
Aveva delle mandorle al posto degli occhi, delle mani piene di tatuaggi da cui fuoriusciva un sacco di sangue raffermo e la bocca spalancata in una mostruosa O di orrore e scempio.
O merda, dissi, e scappai dalla finestra.
Solo allora mi resi conto che ero l'unico a non avere quella parvenza strana da insetto carnivoro. Tutta la città era come mia mamma, un mostro.
2)Si narra che in tempi antichi vi fosse un uomo, nei pressi di Greenfield, che andava in giro vestito da lupo mannaro. Alcune donne si innamorarono perdutamente di lui, tanto da avere anche dei figli con lo stesso lupo. Nel 1940 una ragazza giurò di averlo visto mentre ululava alla luna, soddisfatto e compiaciuto della scena. Il pallore lunare lo rendeva affascinante ma allo stesso tempo macabro. Si dice che uno dei figli vaghi ancora nei boschi dei Greenfield, io lo so perché quando vado a cacciare lo incontro sempre e uccidiamo più donne possibili.
3)La signora entrò nel negozio, con le buste della spesa. Era stata al mercato.
-Sono bellissime queste scarpe- disse al proprietario.
Lui sorrise, in tutta risposta.
-Quanto costano?- e fece un gesto inaspettato, ne prese un paio rosse con il tacco e le calò sulla testa del signore, rompendogli il cranio.
-Ecco, adesso sono ancora più vermiglie- replicò nell'assoluto silenzio.
Poi uscì, fischiettando.
4)Ho sempre amato gli animali, perciò decisi di avviarmi verso lo zoo di Berlino, convinto che tutto procedesse come sempre. Con me avevo una borsa capiente, una borraccia piena d'acqua e qualcosa da dar da mangiare agli amici a quattro zampe.
Mi ritrovati di fronte ad un serpente molto particolare. Esso era ricurvo, e parlava.
-Morirai stanotte- mi disse, e non proferì alcuna parola.
Me ne tornai a casa, stanco e afflitto. Non immaginavo affatto il terrore a cui sarei andato incontro. Una serpe dentro al letto mi morsicò il piede, lasciandomi inerme e sanguinante.
Ora girovago per i cimiteri alla ricerca del mio loculo.
Era proprio vero quello che mi aveva detto il maschio: sarei morto.
5)Mi chiamo Jeremy Selter, e vi devo raccontare qualcosa di raccapricciante. Mi trovavo ai piedi di una montagna chiamata Elperest, quando ad un certo punto degli ominidi mi vennero incontro, tutti vestiti di verde, come se fossero degli alieni spogliati dei loro averi. Mi indicarono il punto più alto del monte, io guardai e vidi una forma grottesca, delle corna enormi.
-Quello è il tuo calvario- mi dissero, poi sparirono per mai più tornare.
io sono ancora quassù, prigioniero di quelle corna. Non chiedetemi perché io non riesca a non fuggire, mi tengono legato a loro, come una fotografia macabra che non puoi non guardare.
Sto marcendo dentro, ma non posso andar via.
Avevano ragione quegli ominidi. Questo è il mio calvario.
6)-Per favore, ci lasci andare- gridarono le due ragazze. Ma l'uomo con la falce non ne volle sapere di lasciare libere. Tutt'attorno silenzio, a parte il ronzio di una mosca.
ZZZZZZZZZZ
- Adesso vi farò molto male- disse loro, brandendo il coltello in aria. Alla prima, la bionda, tagliò la gola, mentre alla seconda tagliò solo le dita dei piedi.
-Questo è per ciò che avete fatto! Avete distrutto le mie bambole, ragazzuole belle!-
Per terra, accanto ai bisturi vi erano delle versioni macabre e grassocce di Barbie e Tanya.
-La prego- gemette la mora.
-Lasciate ogni speranza o voi che entrare- disse, mostrando la coda.
Il fumo salì aspro e lento, e il fuoco si accese.
La fornace era pronta.
7)La signora Wilma ha la gobba, niente di eccezionale certo ma quando cammina i bambini la prendono in giro e la insultano di continuo. Le mamme ridacchiano perché pensano sia giusto burlarsi di lei, però quando fa' notte un po' la smettono perché iniziano ad avere paura. Si, perché si racconta anche che durante le notti di luna piena la sua gobba diventi più grossa, si ammorbidisca fino a raggiungere la solidità di un pesce, le squame la rendono simile ad una spaventosa sirena senz'acqua e le corna la fanno assomigliare ad un piccolo diavoletto.
Io l'ho vista proprio mentre si trasformava, l'ho seguita dentro la sua casa e ci ho visto di tutto: specchi rotti, vasi di ceramica sparsi per il corridoio, scritte sanguinose sui muri.
Le persone che si tengono lontane da lei dicono che sia una strega, ma io so che non è affatto così perché le streghe volano, mentre lei è proprio accanto a te.
8)-Pronto?-
Nessuna risposta.
Attaccai.
-pronto?-
E ancora silenzio dall'altra parte del telefono. Riagganciai e lo posizionai in modo tale da non farlo squillare, ma il maledetto insistette, presuntuoso.
-Allora, chi diavolo è?-
-Proprio io- mi rispose la voce, e le orecchie mi iniziarono a sanguinare.
9)La Eminflex arriva, mi porta il materasso e lo sistema in camera da letto.
-Quanto vi devo?- dico all'operatore.
-400 euro in tutto-
Gli do' i soldi e lui va' via con il suo bel camioncino bianco.
-Ah, finalmente un po' di riposo-
Mi sdraio e delle liane mi acchiappano per i fianchi, con le loro spine acuminate.
Mi stritolano, mi contorco per il dolore.
Non c'è nessuno in casa perciò non ho alcun aiuto da parte di mia moglie.
Se solo l'avessi ascoltata.
Poi la porta si apre e vedo l'elefantino mentre carica tutto il suo peso sopra di me.
Io volevo solo schiacciare un pisolino.
10)Trovai la chiave per strada, mentre rincasavo da una bella serata in compagnia di alcuni amici. Non immaginavo che mi avrebbe cambiato la vita! Mi incamminai per un sentiero, finché non arrivai in un vecchio castello in stile gotico. Ad attendermi una fanciulla vestita di solo pizzo nero.
-Benvenuto straniero- mi disse, - la chiave è quella giusta. Inseriscila nella toppa e vedrai cose dell'altro mondo. Io stentai a crederle ma ci provai gusto. Mi diressi verso le scale e una voce orrenda mi chiamò per il mio nome. -Claude, claude, non uscirai mai più da qui, sei nostro prigioniero- E vidi del fumo che saliva in cima, come se ci fosse un forno acceso, o bensì una stufa a legna. Non le diedi ascolto e proseguii.
Infilai la chiave all'interno e girai la maniglia.
Delle vampire, nude e bellissime nel loro macabro aspetto mi aspettarono sull'uscio, facendo ciondolare una frusta davanti ai miei occhi.
-Sei il nostro schiavo, eroe- mi dissero, mordendomi per l'eternità.
11)Sono qua, rinchiusa in questa botola. Non capisco che succeda. Anzi, sento solo dei rumori in lontananza. Alcune persone ridacchiano, altre battono le mani sul legno.
Guardo le mie dita sporche, forse è sangue. Io non capisco più dove mi trovo. La mia mamma sarà in pensiero per me, è da tanto che non torno a casa, forse dovrei far qualcosa per liberarmi. Sposto di poco il legno e vedo tremila uomini tutti davanti a me, con delle asce.
Sono carne putrescente. Iniziano a mordermi, come un'anguilla. Non tornerò mai più a casa.
Sono una di loro.
12)18:50 in punto. Ho un mazzo di rose rosse, le odoro. Sanno di buono, di profumato. La mia ragazza finalmente arriva, mi da' un bacio sul collo.
Lei non è come tutte le altre, lei sa' baciare sul serio. La mia carne fresca trema un po', poi cade a terra, lei la raccoglie e la mangia.
La mia ragazza è molto magra, ha una cicatrice sulla testa. Sempre in ritardo, le dico, lei mi sorride e mi si fionda addosso, trangugiandomi.
L'appuntamento perfetto.
13)Era una stanza diversa dalle altre. Me ne resi conto nel momento in cui qualcuno mi strattonò per un braccio e mi gettò a terra in malo modo. Mi voltai per guardare in faccia l'aggressore e vidi un uomo sulla cinquantina, con una maschera come quelle di Jason sul volto triste e stranissimo.
-Ora ti chiuderò qua dentro- mi disse, e girò la chiave.
-No per l'amor di Dio, aspetti. Che cosa avrò mai fatto di male per meritare un trattamento simile?-
-niente, ma io non sono come Dio-
Alla mia destra dei cani feroci cercarono di agguantarmi per le gambe, ma per fortuna erano dei dobermann ben legati al guinzaglio.
-Cristo Santo- mormorai, ma nello stesso momento in cui dissi quelle parole si aprì uno sportello e saltò fuori una donna.
-E tu chi sei?- le chiesi, piangendo
-Sono la donna dei tuoi incubi peggiori- si spogliò, e mi fece quasi entrare in lei, se non fosse per il fatto che io respingevo l'invito delicatamente, lasciando che la mia repulsione avesse la meglio sulla situazione già assurda.
Poi prese il coltello e mi squarciò la gola.
14) Mi era stata regalata per il mio compleanno, io nemmeno la volevo, non ho mai amato i fiori. Mia moglie la prese e la mise in un vaso. Inizia a sentirmi poco bene, capogiri, mal di testa, emorragie dal naso e dalle orecchie. Poi la corsa al pronto soccorso: non avevo niente, era solo stress.
Tornai a casa, stanco e trafelato. Patricia si sedette accanto a me, mi coccolò un poco poi facemmo l'amore sdraiati sulla nostra amaca in giardino. Intanto la maledetta ci guardava dai suoi finti petali, ci osservava come se volesse ucciderci, come se per lei fossimo un peso. Decisi di gettarla via, ma la bastarda tornò più forte di prima. Il dolore alla testa aumentò allora la gettai nel fuoco maledicendola per sempre.
Quando rincasai, una mattina di Febbraio, trovai mia moglie morta con addosso una rosa nera.
Lei era riuscita a rubarmi l'amore della mia vita.
Patricia giaceva sul letto, punta con le spine di quella stronza.
Storie Dannate testo di Annabel Lovecraft