Dimmi. Come ci riesci? Mai in mia vita ho visto palazzi grigi su prati d’asfalto scivolare, né mai rivi dalla valle al monte scorrere e il politicante sudato mai l’ho incrociato. Da quando t’ho vista tutto è diverso: una dolcezza infinita d’uno sguardo acerbo, puro il tuo sorriso in un istante m’ha ucciso il becero cinismo che covavo, dentro. Tu ch’hai rimesso il debito che alla vita dovevo un grazie non basta, né parole occorron né dedica patetica d’un manierismo vano. Solo miseri questi acerbi versi di falso poeta d’amor, di seme profano.
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