"Non sono razzista, ma": questa è la frase più gettonata dell'ultimo periodo.
A tratti banale, a tratti di grande significato, meriterebbe, invece, una acuta analisi; ammettere di non essere razzista e, poi, confessare di avere, invece, una preferenza ben netta e dettagliata, è solo una grande antitesi a ciò che si è precedentemente detto.
Indipendentemente da quelle che sono le preferenze politiche dell'individuo, - questa non è la sede adatta per poterle discutere-, aiutare un compaesano o non, meriterebbe, davvero, una scelta?
cosa possiamo fare per contrastare queste diversità nel 2019?.
È finita l'epoca delle grandi rivoluzioni, quelle, in cui, si faceva un gran rumore per mettere a tacere grandi disagi sociali; è finita l'epoca in cui ognuno di noi aveva il diritto di replica, senza pagarne le conseguenze.
Il motto "siamo tutti fratelli", non esiste, o, forse, non è mai esistito. (ahimé): ecco perché, io, non voglio le utopie.
Cosa possiamo fare? testo di Noncredoalleutopie.