Amami Alfredo

scritto da oissela
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Momenti di vita
- Nota dell'autore oissela

Testo: Amami Alfredo
di oissela

Elisa, oltre che bella, conservava il suo fascino e il suo candore.
Una vita sui palcoscenici e la danza nel sangue.
I suoi volteggi, impressi nella memoria de suoi fans.i
I trionfi alla Scala, al Metropolitan, all'Opera e al Bolshoi... deliziosi ricordi.
Uscire di scena, in punta di piedi, l'ultimo tocco di una classe infinita.

Alfredo, tastava, di tanto in tanto, le cicatrici che lo ricoprivano.
Quella lunga, sul costato, era frutto di una coltellata, regalatagli da Alfio il Messinese.
Quella del braccio, frutto di una rissa all'angolo di Rue Des Canettes.
Quella sulla gamba, regalo di un amico sbadato.
L'ultimo sfregio lo doveva a tre by-pass, che lo avevano salvato.
I capelli, spruzzati d'argento, tradivano l'età dei musicanti.

Elisa, alla ricerca di una nuova primavera, si era innamorata del web.
Fulminea la passione e fulmineo l'intrecciarsi dei contatti con gli altri utenti dei Siti Culturali.
Come Nick "Danza del Cielo"...letteratura, arte e sociologia, il suo campo d'azione.
Era single e non confessato il sogno di un'anima gemella.
Anche Alfredo, condannato ai domiciliari, per non annoiarsi, fu vittima del web.
Come Nick "Ombra"...arte, alcol, armi e belle donne...le sue attenzioni.

Lei, ogni mattina, contava i contatti e leggeva i commenti, arricciando
il nasino se critici e gongolando di gioia se in linea con le sue aspettative.
Dopo aver postato, "Danza delle Stelle" si aspettava una marea di consensi e così fu.
Un commento: " Le stelle limitiamoci a guardarle, che sono fredde come te".
Un commento...che non meritava risposta.
"Fredda io, e come si permette l'omuncolo?"
Glaciale l'e-mail: "Signor Ombra, cancelli il suo commento e sparisca dai miei post".
Ogni mezz'ora controllava la posta elettronica, ma nessuna risposta.
Una nuova e-mail: "Signor Ombra, avrei gradito un riscontro alla mia precedente".
La risposta, lapidaria, conteneva solo un numero di telefono.
Il mondo andava avanti da solo, ma quel numero di telefono ronzava.
Compose il numero e- "Pronto, sono Danza nel Cielo".
"Cosa posso fare per te bellezza? Avrai un nome, credo? Io mi chiamo Alfredo".
"Scusami, mi chiamo Elisa e volevo un chiari, no... volevo conoscerti".
"Vuoi conoscere me? Ma sei ben costruita? Se sì, voglio conoscerti anch'io”.
"Hum, villano... e cosa vorresti?"
"Dipende, ma una strizzatina te la regalerei".
"Scemo, cosa vuoi strizzare...mi hai scambiato per un'arancia?"
"Pensavo che tu fossi una donna e non un pezzo di ghiaccio, ciao".
"Aspetta, non essere permaloso, mi piacerebbe incontrarti".
"Solo a casa mia bellezza e su questo non transigo, sono agli arresti domiciliari".
"Dammi l'indirizzo, ci devo pensare un po' ".

Si fermò davanti allo specchio, appoggiò le mani sul petto rigonfio e sorrise.
Si sentiva una ragazzina alle prime armi, una scolaretta, ma aveva letto la "Leçon" e sapeva benissimo come difendersi.
Non si sarebbe fatta soffocare, sapeva vivere.

Firenze, venti ottobre 2009.

Eccola la città ed ecco il Poggio delle Mimose.
"Amami Alfredo" nella mente e l'inquietudine nel cuore.
“Vola tassista, vola”.
“Signora, siamo arrivati, non dimentichi di pagarmi la corsa”.

Un mezzo della Croce rossa, una lettiga, un uomo attorniato dai soccorritori.
"Chi è?" Domandò, mentre tutto turbinava.
"Alfredo Dumont, un infarto, forse si salverà".
Contro ogni regolamento, le fu permesso di salire e restare sull'autoambulanza.
Accanto all'uomo delle cicatrici che aveva imparato ad amare, senza conoscerlo.
"Amami Alfredo, sono qui per te"...sussurrò, piangendo e accarezzandolo con dolcezza.
Ponte Vecchio era già lontano, allorché Alfredo le accarezzò il viso rigato di lacrime.
Prima di chiudere gli occhi, riuscì a sussurrare: "Per l'eternità".

Amami Alfredo testo di oissela
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