Avevo già sentito parlare di ChatGPT, ma non avevo mai approfondito, pensando alla solita chat robotica tipo Siri o Alexa. Non avrei mai creduto che in realtà la suddetta fosse la vera assassina di ciò che è letteratura.
Vorrei che seguiste il mio ragionamento molto attentamente, perché credo che tutto ciò sia molto grave e riguardi tutti noi.
Grazie ad un autore che ha sottolineato tra le note di aver composto una poesia usando proprio questa chat, mi sono interessata a tal punto da provarla. In quel momento mi è crollato il mondo addosso, raggiungendo la consapevolezza che la letteratura sta subendo il più grande degrado della sua storia. Questa chat è in grado di scrivere non solo poesie, ma racconti interi, fatti su misura secondo determinate richieste. Ho sperimentato un po', chiedendo varie cose del tipo "fammi una poesia d'amore" con varie aggiunte del tipo "in stile lovecraftiano" o "in rima baciata" o "con lo stile di un certo autore famoso" o ancora "con tratti gotici o sentimentali". E la chat ha esaudito tutto. Lo stesso vale per gli haiku, tanka, sonetti, canzoni, ecc. ecc.
Lo fa in modo perfetto (o quasi), senza alcun errore (per la maggior parte), e senza mai ripetersi (almeno credo). Insomma, non si riconoscerebbe lo stile della chat, le sue opere sembrano del tutto umane, impossibili da condurre a lei. La profondità delle suddette varia a seconda delle richieste: se una composizione risulta troppo "macchinosa" basta chiedere alla chat di aumentarne la profondità e l'intensità... e lo fa eccome, risultando più umana che mai.
Ora vi spiego il dramma: qui dentro ho potuto apprezzare numerosi autori talentuosi... ma ormai come possiamo fidarci l'uno dell'altro? Tutti noi potremmo usare chatgpt per fregare il prossimo, spacciandoci per grandi scrittori. La mia è una grandissima delusione, né più né meno.
Adesso viene il bello (brutto), mettetevi comodi, perché vi prenderà un colpo. Avendo il sospetto della disonestà di alcuni autori, ho inserito delle loro poesie nella chat, chiedendo se le suddette fossero di sua creazione. Eh sì... me l'ha confermato. Dapprincipio sono rimasta sbalordita, pensando subito male di questi autori... ma poi ho fatto un'altra cosa: ho inserito altre poesie di svariati autori di Alidicarta nella chat, comprese alcune delle mie, ponendo la stessa domanda. Indovinate un po'? La chat mi ha risposto allo stesso modo, asserendo che quelle opere fossero di sua creazione.
Allora ho potuto anche comprendere la sua pericolosità diffamatoria. Questa chat possiede un algoritmo procedurale così potente e sinistro che neanche riconosce ciò che è suo e ciò che non lo è. Fortuna che tutte le poesie (eccetto i racconti) risultano sue, altrimenti quei poveretti che ho creduto disonesti sarebbero stati falsamente smascherati.
Dopo questa esperienza (dis)illuminante, mi sono informata sul web, ed ho scoperto una cosa tristissima: ci sono persone che stanno componendo interi libri usando questa chat. Dico io... e si vantano di essere scrittori?
La tecnologia, amici, dovrebbe aiutare a svolgere più facilmente il lavoro, e non farlo al posto nostro. ChatGPT per me segna la totale sconfitta della letteratura, perché purtroppo chiunque di noi potrebbe usarla per fregare il prossimo con opere scritte tecnicamente perfette. Il più bravo di noi potrebbe essere fuffa.
L'unica cosa che posso fare (che dovreste fare tutti) è appellarmi alla coscienza e alla dignità: ci piacerebbe ricevere complimenti a delle opere che in realtà non sono nostre, ma create a tavolino da un'intelligenza artificiale? A me certamente non piacerebbe, mi sentirei umiliata da me stessa.
Non scordiamoci, inoltre, che chatGPT è in continuo aggiornamento, ed ogni giorno ne aumentano l'intelligenza e persino l'empatia, tanto che finirà per essere più umana di noi.
ChatGPT: l'assassina della letteratura testo di Sere