Contenuti per adulti
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La realtà intorno è dispersa, una mano cerca di uscire ma è intrappolata in un sistema ancora più grande di te, in cui sei immerso fino al midollo. Il sangue stesso è un sovraccumulo oltre la tua vita. Credi di essere all'esterno ma non sei mai uscito dalla sacca. Tutto ti collega ma nulla ti trova, soprattutto in quella città che chiami casa. È viscerale, eppure non lo senti o forse non ti ricordi, proprio come alle origini. Dalla persona escono solo beni e danno ossigeno al corpo, che ormai anche questo è divenuto in merce. Chissà come potevi essere senza tutto questo grasso.
Ma ormai non lo sai, sei troppo immerso.
Così tanto che non vedi il sangue sporco dietro ogni cosa. Pur di vivere nella sacca distruggi e crei: la tua anima e il tuo superfluo necessario. Come il fumo nero ricopre ogni singolo aspetto morto, così sei collegato ai beni, viventi.
Mangi, mastichi, digerisci, ma ti ricordi cos'era?
Non puoi, non hai tempo, corri costantemente eppure non fuggi il mostro; lo abbracci. Anzi, risiedi dentro di lui, è così interiore che dovresti strappare la tua stessa essenza per non essere. Siamo e inevitabilmente rimaniamo. Cosa ti è rimasto dopo tutto questo? Nulla conta se poi il vino viene versato a terra o l'interiorità si espande nel vuoto, quella che mai hai cercato.
La sacca, anche se comoda, è l'aborto di te stesso.