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L'idea di questo racconto mi è venuta ascoltando due canzoni davvero molto lunghe. La prima è "Date al diavolo un bimbo per cena" di Jovanotti, che dura quasi dodici minuti. Poi mi è tornata in mente anche "Musica è" di Eros Ramazzotti, in una versione che supera i dodici minuti.
A quel punto mi sono chiesto:
"E se esistesse un cantante che avesse scritto una canzone ancora più lunga?"
Da questa domanda è nato un personaggio assurdo.
Un cantante famoso in tutto il mondo che ogni sera fa una scaletta normalissima: 25 canzoni. Il pubblico canta, applaude, si diverte.
Poi arriva l'ultimo brano.
Lui dice:
"E adesso... la canzone di 118 minuti."
È un lento.
Dopo una decina di minuti la gente comincia ad andarsene. Dopo una cinquantina di minuti restano solo quelli delle prime file, sperando che, essendo rimasti in pochi, riescano almeno a farsi fare un autografo.
Verso la fine si addormentano pure loro.
Così lui finisce la canzone e non riceve nemmeno l'applauso finale.
Ha soltanto musicisti turnisti.
Più di due concerti con lui nessuno ha voglia di farli.
Il bello è che neppure lui sopporta più quella canzone.
Ogni sera dice:
"Che palle questa canzone... non ne posso più. Mi devo dare gli schiaffi per non addormentarmi mentre la suono. E domani c'è un altro concerto..."
Un giorno, durante le prove con i musicisti turnisti, presenta la scaletta:
"Allora... venticinque canzoni... poi la canzone di 118 minuti... la saltiamo."
I turnisti:
"OLÉÉÉÉÉ!!!"
E lui, tutto soddisfatto:
"Mi fa piacere che siate così contenti che abbia aggiunto la nuova canzone dal titolo 'La saltiamo'."
Silenzio.
Poi aggiunge:
"Questa durerà solo quaranta minuti."