Lamento del Fauno

scritto da MaRcO_MaRcO
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Lamento del Fauno
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Testo: Lamento del Fauno
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Fauno

Oh mie fronde silvestri,
rispondete a' miei desiri agitati !
Sempre si martira
quest'occhio mio dolente.

Le aspidi divengono care amiche
e i giorni sono foschi
se tu, cruda mia bella,
ti diverti crear le alte fatiche !

Tra quest'ombre e queste piante,
il piè va restio e lasso
che affannato e sospirante,
compie infausto il triste passo.

Ho perduta la mia pace
che più s'affretta il dolor
tra un ostello mesto e audace,
tra smanie e mille furor.

Oh Furie ed Eumenìdi,
io mi sento nel seno
in procinto per un alto proelio
e le gesta compiute.

Per me divengon lacci
ed assai brute sedi,
questi dubbiosi soggiorni di morte
ai quali invano affido la mia sorte !

Scrissi il bel nome, d'Aristi,
ne' boschi e tronchi legnosi,
ne' giorni funesti e tristi,
affrontando scogli ondosi.

Scavalcar l'alto periglio
viene sempre più superbo,
oh Dio, se non volgi il ciglio
al pianto mio crudo e acerbo.

Perchè negletto lasci
questo pianto affannoso ?
Pompe di morte attendo.
I vessilli sfibriscono e s'en vanno.

Compiute son le frodi
per queli reo mi volsi a'tribunizi
per piacer a tue voglie,
figlie prime di criminizie soglie.

Fra gl'orror di questi seggi
mi lasci, cruda spietata;
perchè il mio dolor non veggi
che l'alma s'è già affannata.

Morta diviene la calma
e dolor dai al mio piè
s'io rinsieguo la bell'alma
che pianto al ciglio mi diè !

Lamento del Fauno testo di MaRcO_MaRcO
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