" L' acqua santa"

scritto da Gioconda
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Sapete che succede quando gli anni passano-anzi volano?- Quei birboni dei ricordi fanno a gara a chi arriva primo....Sgomitano, spingono...E tra lacrime e sorrisi ti riportano là, dove tutto è cominciato....
- Nota dell'autore Gioconda

Testo: " L' acqua santa"
di Gioconda



Te la ricordi la pasqua di una volta?
Quel profumo di viole e quelle mattinate dalle gote paffute e rosate che parlavano d'amore? E ti ricordi come le nostre case si vestivano a festa
per ospitare" l'acqua santa?" Mi scappa da ridere nel ricordare, nel rivedere quel fare delle donne di allora nel tempo "dell'acqua santa."
Alla fine, altro non era che la pulizia a fondo, anzi a fondissimo di tutta la casa. Si spostavano perfino
gli armadi, e quelli erano di legno massiccio mica come quelli di oggi quasi tutti di truciolato. Arrivavano gli imbianchini e le pareti sapevano di
fresco come lenzuola appena stese, si comprava il "ginabrese"- non lo conosce più nessuno-per far risaltare il rosso dei nostri pavimenti di cotto
e poi con un panno di lana via a stropicciare fino a renderli brillanti. Con venti lire di questa polverina rossa ci pulivi tutti i mattoni di casa.
E quelle tendine di bianco immacolato alle finestre....Tirate fuori per quella festa e poi rimesse nel baule per l'anno dopo per non consumarle troppo.
Non l'ho mai detto, ma quelle tendine mi davano un senso di casa così grande che anche se avevo freddo mi sentivo riscaldata!
I fiori non si compravano ci bastavano quelli di campo, quelli che offriva la natura e la stagione, niente vasi particolari dove metterli ci bastava un
bicchiere scheggiato che non s'usava più o, un bussolotto qualsiasi.
Tutto questo per ricevere la benedizione che il prete veniva a fare nelle case, tutto questo per ricevere "l'acqua santa" che non poteva entrare-diceva
la nonna- se non era tutto a modo!
E tutte quelle donne allegre che per giorni se ne stavano in cucina a preparare mangiari che per il profumo attiravano le fate, e i cani e i gatti sotto
quel tavolone lungo lungo nella speranza che un bocconcino cascasse giù, e quell'odore di primavera seduto sulle seggiole, e quell'aria innamorata
che strizzava l'occhio agli alberi in fiore e la tovaglia rosa......
La tovaglia della pasqua usata quel solo giorno e poi riposta perchè durasse più a lungo....Rosa come questa stagione-diceva qualcuno.......
Le pasque di oggi scivolano via in silenzi così tirchi e privi di qualsiasi odore se non quello della memoria. Mi è capitato spesso di sonnecchiare in
un angolo della casa in compagnia dei miei piccoli animali guardando- con gli occhi del cuore- quelle indimenticabili pasque di allora, lasciano sempre
qualche lacrima però.......

" L' acqua santa" testo di Gioconda
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