Cani sciolti e armigeri alla porta Si staglia l'ombra della forca Mani grosse da contadino Su terracotta di valle cruda Plasma la giara Che contenga la paura Col sol mantello da brigante S'introduce nelle sue stanze Ignorante il mondo intorno Di ciò che monta In quell'interno. Nel sollazzo degli amanti Non c'è spazio per i rimpianti Brucia il fuoco al calor di vita Tizzoni ardenti fra le dita Pennellate color di neve Arti intrecciati senza catene. Il frastuono è silenzioso Come colata d'olio dal frantoio Scivolose le lenzuola Mareggiate tra le sponde Poi calma piatta Nel rifuggir dell'onde. E con la promessa da marinaio La maestria dell'orciaio Nella bruma migra Punta il sestante su vita pigra Torna a impastare La terra cruda Che di tal agognato sogno Prenda fattura.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.