Gesù e la sua amica prostituta

scritto da Nulla
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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Rilettura ragionata dei vangeli.
- Nota dell'autore Nulla

Testo: Gesù e la sua amica prostituta
di Nulla

Durante e dopo l'invio delle quattro puntate della Vera Vita e Morte di Gesù, ho ricevuto 98 messaggi privati (naturalmente non di 98 persone diverse, un’amica da sola me ne ha inviati 18).

Un tema comune a moltissimi era quello di congratularsi per gli studi e ricerche, darmi fiducia, ma quasi alla cieca, affermando di non avere i mezzi per verificare.
Invece, non è assolutamente difficile trovare nel Vangelo quelle verità che la Chiesa non può o non vuole divulgare; basta rimettere assieme gli scritti dei vari evangelisti per ricomporre il puzzle. Ve ne trascrivo una:

GESU' E LA SUA AMICA PROSTITUTA:
In Marco (14, 1) si legge: Due giorni dopo era la Pasqua (pertanto mancavano solo due giorni alla morte di Cristo.) Gesù era a Betania invitato a mensa in casa di Simone il lebbroso. Venne una donna, e spezzato un vaso di alabastro, versò sul capo di Gesù il contenuto, consistente in un unguento di nardo autentico molto costoso.
Alcuni però brontolarono, dicendo che si sarebbe potuto venderlo per più di trecento denari (300 denari = 1.167 grammi d'argento o 93,36 di oro) e darne il ricavato ai poveri. Gesù li rimproverò, dicendo che i poveri li avrebbero avuti sempre, mentre lui non lo avrebbero avuto più.
Matteo (26, 2) Da la stessa versione (Betania, 2 giorni alla Pasqua, casa di Simone,) con l'unica variante che a brontolare sono alcuni discepoli.
Giovanni (Gv12, 1) Non precisa quanto mancasse alla Pasqua, ma aveva scritto in precedenza che Gesù era arrivato a Betania sei giorni prima della Pasqua, perciò la data coincide, Giovanni ci fa sapere che a tavola c'era anche Lazzaro (Eleazar) e che a compiere l'unzione fu sua sorella Maria (Santa Maria di Betania). Giovanni sottolinea l'unzione dei piedi che Maria asciugava coi capelli -il che fa pensare che si fosse unto il capo in segno di conferimento di dignità regale (come si usava fare coi re di Israele, vedi 1 Samuele 10, 1 e 1 Samuele 16, 13) ed i piedi come preparazione del corpo per la tomba in caso di fallimento.- Giovanni precisa che ad esprimere malcontento fu Giuda.
Luca invece, pare parli di un episodio apparentemente del tutto diverso: (Lc7, 36) Ci dice che un fariseo aveva invitato a pranzo Gesù e una peccatrice della città (nel linguaggio ebraico significava prostituta.) Saputo che si trovava in quella casa, entrò con un vaso di alabastro pieno di prezioso unguento e cominciò a profumargli i piedi, bagnandoli con le lacrime ed asciugandoli coi capelli. (Al che il padrone di casa pensò: Se costui fosse davvero profeta, saprebbe che è una peccatrice.) Apparentemente è un altro episodio anche se i gesti sono identici. Luca non ci dice che ci si trova a Betania, che mancano due giorni alla Pasqua, non accenna alle lamentele per lo spreco. E la Chiesa naturalmente afferma che si tratta di due episodi del tutto differenti.
Ma il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi:
Gesù, rivolgendosi al padrone di casa, dice: "Simone..."
E Simone il lebbroso era appunto colui che gli altri evangelisti avevano nominato come padrone di casa.
Perciò, non una prostituta giunta per caso, ma la sorella di Lazzaro (colui che Gesù amava) la stessa che viene lodata da Gesù perché ascolta la sua parola (Lc10, 38) quando questi era ospite da lei e sua sorella Marta.
E non piangeva per il fatto di essere una peccatrice come vuole farci credere la Chiesa, ma perché temeva che Gesù perdesse la vita entrando in Gerusalemme.
Pertanto, nessun revisionismo, basta leggere, è alla portata di tutti, e leggendo si riscopre la verità sulla vita di Gesù, separandola dalla pula che vi è stata aggiunta da chi si sente talmente grande da censurare il comportamento di Cristo.
Stefano



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