i tre fratelli

scritto da piccola vale
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo piccola vale

Testo: i tre fratelli
di piccola vale

Migliaia di anni or sono vivevano tre fratelli: Sole, Luna e Natura. Sole era un giovane bellissimo, forte e vigoroso: aveva una pelle dorata e dei capelli rossi come il fuoco e altrettanto ribelli. Aveva un'indole vivace e rallegrava le sorelle con le sue storie e i suoi giochi. Luna era una fanciulla molto bella che cambiava spesso umore: era pallida, con lunghissimi capelli fini, di un biondo così chiaro che si avvicinava all'argento. I suoi occhi erano di un bel blu intenso, il colore del suo amato mare. Natura era una bambina dolce e allegra: si divertiva a correre e a intrecciarsi i capelli in modi sempre diversi. Il suo riso era contagioso e i suoi denti erano bianchi come perle, mentre le guance avevano un bel colorito rosato. I tre erano figli della Terra e del Cielo, che vegliavano silenziosamente su di loro. Un giorno d'inverno Sole accese un bel fuoco per scaldare se stesso e le sue sorelle. Si sedettero tutti attorno al fuoco e Sole raccontò una delle sue fantastiche storie, quando improvvisamente il vento fece schizzare le fiamme in alto, sempre più in alto. Sole saltò, giocando ad acchiappare le scintille mentre le sorelle ridevano. Il ragazzo però si avvicinò troppo al fuoco e ne fu avvolto, senza però esserne bruciato. Le ragazze videro come il fratello si confondesse col fuoco, poi non lo videro più. Il padre però aveva accolto il figlio: Sole era diventato una lucente moneta gialla alta in Cielo, che scaldava le sorelle nelle fredde giornate d'inverno, illuminava loro la strada e faceva loro scoprire la vivacità dei colori. Luna però sentiva forte la mancanza del fratello e lo guardava brillare tutto il giorno, tanto che i suoi bellissimi occhi blu erano diventati grigi, quasi ciechi. Luna passava ogni sera guardando il fratello che si tuffava in mare: una sera si sentì soffocare dal dolore e seguì il fratello, camminando fino a lui nell'acqua. La sorellina poté vederla quando il fratello sparì: Luna era un cerchio pallido e incantevole che illuminava ciò che il fratello lasciava al buio. Luna correva dietro Sole, ma non riusciva mai a raggiungerlo. Il piccolo specchio d'argento condizionava il suo adorato mare e dimostrava il suo carattere volubile ora diventando più sottile, ora scomparendo per poi ritornare. La piccola Natura si sentiva molto sola senza i fratelli e quella sua madre Terra le sembrava troppo triste. Si vide sulla spalla uno dei suoi bei capelli dorati: lo prese e lo stese dritto nel terreno e questo diventò una bella spiga di grano, che diede vita a un'altra e poi un'altra ancora. Poi i suoi grandi occhi verdi si posarono su una vasta terra desolata e il suo sguardo fu così intenso che la terra si ricoprì di un soffice manto di erba dello stesso colore dei suoi occhi. Allo stesso modo Natura creò alberi, fiori e animali. Visse così tanto a contatto con le sue creature che si assimilò a loro e divenne uno spirito.
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