Reietto - XIX puntata

scritto da achiauthor
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Testo: Reietto - XIX puntata
di achiauthor

A questo punto intervenne mia madre in prima persona, dicendomi che aveva l’intenzione di andare lei stessa alla sede de Il Mattino di Napoli per chiedere udienza a qualche redattore.
Accadde proprio questo, l’indignato genitore si recò da sola alla sede napoletana del quotidiano e chiese di essere ascoltata poiché aveva una storia interessante da rendere nota.
Fu accolta con molta cortesia, le venne offerto di accomodarsi e di attendere fino a quando un redattore sarebbe stato a sua disposizione per ascoltare quanto aveva da dire.
Il redattore giunse dopo qualche tempo nella sala occupata anche da altri giornalisti, la gentilezza non fu mai lesinata, come anche il vanto di essere al servizio di chiunque avesse storie serie da esporre.
Mia madre cominciò il racconto senza indugio, lo sguardo d’interesse dell’interlocutore si faceva sempre più intenso, anche chi era li accanto volse la testa per udire meglio.
Quando la narratrice pronunciò il nome Maria De Filippi, i volti si fecero scuri, affermando che loro non avevano tempo da perdere e che le storie di cui si occupavano erano di una caratura intellettuale ben differente, misero quasi alla porta mia madre senza che potesse concludere il suo racconto.
Non ero presente, ma posso immaginare la rabbia che percorse in quel momento la mamma di A.
Non si arrese e pensò di recarsi immediatamente alla sede di Canale 9, una TV campana la cui ubicazione si trova non lontano da quella de Il Mattino.
Anche in questo luogo la accolse un guanto di gentilezza, questa volta volle essere chiara e fece subito il nome dell’intoccabile.
Stranamente nessuno si scompose, un redattore suggerì che l’unica persona con le capacità ed i mezzi per ascoltare quella storia e fare qualcosa di concreto era di certo Luigi Necco, storico giornalista partenopeo.
Quasi pronunciandosi attraverso un coro unanime i presenti invitarono mia madre ad inviare una lettera direttamente al giornalista Necco con l’intera storia, in breve avrebbe ricevuto certamente una risposta: “Lui sì che ci tiene a Napoli e ai Napoletani”.
L’occasione non doveva essere perduta, fui informato del da farsi e mi misi subito all’opera.
Luigi Necco venne raggiunto da una lettera con ricevuta di ritorno:

Gentile dottor Necco:
Chi le scrive è una donna zzzz, il ricordo della sua voce mi riporta indietro negli anni quando, con elegante ironia, portava nelle nostre case allegre notizie, con il suo: - Milano chiama, Napoli risponde -, accompagnato dall’ondulato movimento delle dita.
Ora Lei si occupa di temi importanti, di ferite che lacerano la nostra città, ricca di potenziale che viene però soffocato dalla melma nella quale molti ci spingono, gi orno dopo giorno.
La storia che vorrei ascoltasse non tocca temi importanti, quali; la camorra, la politica o argomenti del genere, ma si lega alla perversa dote di una Napoli capace di dare alla luce figli ricchi di grande talento, nello stesso tempo incapace di offrire loro un futuro degno di quelle capacità che molti considerano uniche dei Napoletani, quelli VERI però.
Le vorrei parlare, per chiedere il suo aiuto, affinché venga reso pubblico quanto ho da dire, ma soprattutto quanto ho da dimostrare con prove tangibili. Non voglio ottenere nulla di concreto vorrei solo che si sapesse.
Tutto comincia quando un giovane laureato Napoletano, con specializzazione post Laurea, concorso letterario vinto, è costretto a doversi indirizzare verso l’insulso nulla dei padroni della televisione italiana, per cercare una speranza, una luce, che gli permettesse di uscire da quel tunnel buio nel quale, truffe editoriali, raccomandati, istituzioni universitarie, lo avevano spinto.
Le vicissitudini che vorrei raccontare si sviluppano e si evolvono da circa dieci anni.
Da due, stanca di essere presa in giro ed insultata, ho cercato di rendere pubblico, invano, quanto in mio possesso.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando, l’altro giorno sono andata alla sede de Il Mattino.
Ho chiesto di parlare con qualcuno che avesse voglia di ascoltare le mie parole, sono stati tutti molto gentili. Stavano per chiamare un giornalista, ma quando hanno sentito il nome Maria De Filippi, hanno avuto paura, e mi hanno liquidato come altri avevano già fatto in passato.
Capisco che lo abbiano fatto Striscia la Notizia e le Iene poiché eseguono gli ordini di scuderia e fanno quadrato per difendere l’intoccabile, ma che a Napoli non si aiuti un Napoletano che ha qualità e cerca di emergere e lottare senza essere un camorrista, un analfabeta o un protetto della potente setta della così detta –Napoli bene-, non riesco proprio ad accettarlo. Così, oggi sono venuta alla sede di Canale9 e due redattori molto cortesi mi hanno detto che esiste solo una persona che può ascoltarmi e che ha le doti necessarie per capire: Luigi Necco. Per questo mi sono decisa a scriverLe, so di far parte delle persone privilegiate, per ciò che abbiamo e che la mia storia non tocca i temi profondi e importanti che invece coinvolgono altre persone meno fortunate, ma le assicuro che se vorrà ascoltarmi resterà colpito da quanto accaduto e troverà materiale interessante per una divulgazione che va fatta, per tanti motivi, non solo per quelli che mi coinvolgono personalmente.
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato.

Questa volta il giornalista Luigi Necco tacque. Nessuna indignazione, nessuna difesa dell’amata Napoli e della sua gente.
Cosa mi restava se non la quantità innumerevole di proposte editoriali giunte con firma in calce, per mezzo delle quali avrei potuto tappezzare un’intera stanza, avrei potuto, però, farlo anche attraverso le migliaia di euro che chiedevano per pubblicare il libro.

















2009 – 2011



Il tempo era trascorso, si erano presentati nuovi problemi ai quali dare una giusta soluzione, per cui i pensieri si erano completamente allontanati da “Voglia di Volare”.
Fino a quando, un giorno, per caso, una pubblicità trasmessa da Canale5 attrasse la mia attenzione, la solita frase:”Hai scritto un libro? Inviacelo”.
Non avevo mai visto una casa editrice fare pubblicità attraverso una rete come Canale5, fui incuriosito ed inviai due testi, uno di questi era “Voglia di Volare”.
Feci alcune ricerche e tentai di reperire il maggior numero d’informazioni possibili su questo Gruppo Albatros, il nome sembrava carino.
L’albatros; un uccello, il mio libro; “Voglia di Volare”, chissà forse avrebbero potuto esserci delle affinità.
Dopo non molto tempo mi giunse una lettera proveniente da Roma inviata dal Gruppo Albatros, all’interno c’era una proposta editoriale, diedi una rapida scorsa e vidi che si trattava del solito pagamento, ebbi un gesto di stizza e gettai i documenti in malo modo sul tavolo.
Li lasciai lì per qualche giorno, ma la mente non mi lasciava libero e continuava a rimandare i pensieri al quel contratto di edizione.
Lo ripresi tra le mani e lo analizzai meglio, lo ripiegai e cominciai a fare delle valutazioni.
Trovavo assurdo dover pagare per lavorare, ed ancora oggi la penso così, soprattutto dopo aver avuto numerose esperienze di contatti con literary agents e editori stranieri, nonché con i responsabili della campagna di “Imprimatur” dopo la pubblicazione di “Voglia di Volare”.
Attraverso loro sono stato informato del fatto che “Voglia di Volare” conteneva una vicenda Italiana di forte interesse, ma che appunto essendo una vicenda Italiana non suscitava coinvolgimento in paesi stranieri.
Essi in una e-mail mi suggerirono che avevo come unica possibilità quella di cercare in Italia qualcuno che avesse la lungimiranza di uscire dalle briglie del sistema Italiano di protezione dei soliti noti, (cito testuali parole: coraggio, purtroppo è ben noto il sistema italiano non demordere), mi consigliarono di fare un tentativo inviando la seguente e-mail:

Gentili amici,
mi chiamo Achille F., ho letto la vicenda degli autori di imprimatur e ho scritto al sito dedicato alla questione, da loro ho ricevuto il consiglio di rivolgermi a voi o magari direttamente a Simone Berni. Sinceramente mi vergogno un poco a sottoporvi questa questione in considerazione delle vicende legate alle vicissitudini di imprimatur, ma credo che sarete così cortesi da ascoltarmi e darmi un consiglio se non un aiuto. Ho scritto un libro che sta subendo forme di censura e boicottaggio perché accusa con prove e documentazioni un personaggio molto potente in Italia. La questione dura da quasi dieci anni, a causa del vergognoso sistema editoriale italiano, per essere considerato, agli inizi degli anni 2000, scrissi un libro su una trasmissione all'epoca in erba, leggendone il successo futuro, e lo inviai a diverse redazioni. La trasmissione in questione è Amici di Maria De Filippi. Il libro attraverso una raccomandazione venne consegnato, a mano, ma anche inviato in più riprese a parte del suo staff e a lei stessa.
Dopo anni di silenzio e tentativi educati e civili di raggiungerli, ho ricevuto una telefonata da una loro redattrice che con veemenza e insulti mi intimava a stare zitto e nello stesso tempo a inviare anche a lei il manoscritto, cosa che feci.
Trascorsero ancora anni di vani tentativi, poi ad un tratto scoprì che usando diverse idee che avevo espresso nel libro( come l'idea stessa di fare un libro) pubblicarono un libro loro e modificarono e continuano a modificare il format della trasmissione, con le idee anticipate nel libro già nel 2003. A questo punto ho cercato di rendere nota la cosa attraverso i giornali, ma al nome De Filippi venivo quasi messo alla porta.
Oggi il libro con l'intera vicenda (ed un racconto che ha vinto un concorso letterario commissionato da un gruppo di Inglesi, sulla questione stessa)è stato pubblicato dal Gruppo Albatros, ma osteggiato in tutti i modi per farlo restare anonimo.
Librerie si sono rifiutate di promuoverlo e venderlo per paura di ritorsioni, giornalisti anche conosciuti in Italia hanno cancellato il mio intervento dalla conferenza stampa alla quale mi avevano invitato, ad un'ora dall'inizio, con una e-mail, senza valide spiegazioni.
La vicenda è complessa, anche perché il possibile plagio ora passa in secondo piano in virtù di ciò che sta accadendo. Se fosse possibile sapere in che modo posso contattare un editore non italiano che magari sia interessato alla vicenda.
Grazie
Cordialmente.

Anche su questo fronte il nulla.
Reietto - XIX puntata testo di achiauthor
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