Il giorno che iniziava la battaglia
Silvia prese in mano la sua spada
stanca del pensiero da canaglia,
non scese in campo, piuttosto scese in strada.
Urlò ad ogni uomo con vigore
che le donne pari a lui hanno i diritti
e non perdendo femminil virtù, nè onore,
pensò "Io questa volta li ho sconfitti".
Lottò, Silvia, lottò ma non fu sola,
al suo fianco c'era Marta e c'era Alice,
si aggiunsero Luisa, Delia, Arianna, Lucia, Viola,
Laura, Sara, Francesca e poi Beatrice.
E non durò un solo giorno quella guerra,
scatenata da rabbia e dalla sofferenza,
di quella che la storia non sotterra,
bensì unisce come l'amo alla sua lenza.
E oggi Silvia si chiede un po' perplessa,
se la sua lotta poi sia stata vinta
poichè da leggi non è più repressa,
ma di quel che ha ottenuto non è convinta.
Dov'è il Leopardi che mi cantò, si chiede,
ora istruita, ora emancipata,
dov'è colui che dopo di me siede,
colui che m'offre un fiore, che fa una serenata?
Dov'è l'amor cortese, Laura è turbata,
Dove l'amor divino? tu sai Beatrice?
perchè una donna va sempre maltrattata?
L'hai resa libera, ora falla felice.
La battaglia delle donne amate testo di la pulce nel cappello