Testo: Cantico a mia figlia Stefania di gabrielevacca
Cagliari 23 03 17 in omaggio a Stefania e alla volontà di Dio. CANTICO A MIA FIGLIA STEFANIA
Carezzo le tue gelide guance e la mia mano si espande sulla fronte, accarezzando infine le sopracciglia sottili del tuo bellissimo viso e con gli occhi carichi di pianto mi chino, dandoti un mistico bacio sulla fronte, e sule guance estinte: carezzo le tue mani pensando nel mio cuore di darti un po' di calore: ma tu, non ci pensi neppure di alleviarmi il dolore. Io ti carezzo ancora, sperando che da un momento all’altro il miracolo, che il mio delirio invoca si avveri, e gli occhi tuoi dischiuda ormai per sempre chiusi. Guardo i tuoi riccioli bruni che da pochissimi giorni portavi, ed io, senza farmi notare guardo, e ti vedo ancor più bella che mai. Figlia, figlia mia che quel destino ingrato prendendoti per mano ti portò via d’un tratto e carpiva, incurante in’ innocente vita nella sua tenera età. Ora il mio pollice assale quasi volesse inciderla sulla tua fronte schietta il segno della croce. O morte, che sempre aspetti cogliendo di sorpresa chi meno sell’ aspetta ! Dimmi, se pur fosti perfetta dov’è la tua vittoria ? Perché la mia bambina limpida come neve e bella come un fiore sta insieme alla madonna nell’eterna sua gloria.
L’addolorato padre
Cantico a mia figlia Stefania testo di gabrielevacca
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